2^ domenica del Tempo Ordinario – Gesù, garante della gioia degli uomini

Siamo nella seconda domenica del tempo ordinario.  Dopo il battesimo Gesù ha iniziato la sua vita pubblica di annunciatore del regno di Dio. Un annuncio che avviene nella normalità della vita, con il suo partecipare a tutti gli eventi tristi e gioiosi degli uomini, con il suo essere presente.  La pagina di Giovanni  (Gv 2,1-11) ci presenta Gesù alle nozze di Cana. Tutto inizia con la costatazione di una  mancanza, è l’intuito femminile di Maria che si accorge e non tace, non può permettere che la festa sia minacciata dalla mancanza di vino, elemento fondamentale perché il banchetto sia un banchetto di gioia. Questo il bellissimo e sempre presente compito di Maria, ricordare al Figlio quello che manca agli uomini, solo ricordare e poi consegnare ai servi la certezza che il resto lo farà lui “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”!

Gesù come sempre parte da ciò che abbiamo a disposizione, dalle nostre sei giare spesso imperfette, capaci di contenere solo acqua e dalla nostra disponibilità a collaborare. Ed ecco il miracolo, il segno di cui parla Giovanni, l’acqua trasformata in vino, anzi in vino buono. La presenza di Gesù è il “segno” che  garantisce la continuazione della festa, questa è la grande rivelazione delle nozze di Cana, un Dio che manifesta la sua gloria nel ridare agli uomini le ragioni per fare festa, per riscoprire la gioia, per sperimentare la gratuità. Il maestro di tavola non sapeva da dove venisse il vino buono, ma lo sapevano i servi… I gesti di Gesù passeranno sempre attraverso le mani degli ultimi, i piccoli, i peccatori. In questo Vangelo si intrecciano mancanza e abbondanza, gioia minacciata e gioia piena, giare di pietra che servono per la purificazione che diventano  otri contenenti vino nuovo.

Dio non si allontana quando l’uomo sperimenta “la mancanza di vino”, la fatica di vivere, i giorni che vanno avanti per inerzia, i progetti che non decollano, gli amori feriti. Dio interviene proprio quando l’amore è minacciato, affretta anche i tempi “donna non è giunta la mia ora”, pur di riconsegnare all’uomo la felicità che solo un rapporto sponsale può assicurare in pienezza.

È la logica evangelica che supera le logiche umane. E’ la bella notizia che supera le differenze, che diventa gesto concreto, che non fa rumore o scalpore, ma aiuta di certo i discepoli a fidarsi del Maestro , “…e i suoi discepoli credettero in lui”.

Suor Giuliana Imeraj

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