26^ Domenica Ordinaria (B)

Tagliare…per un cammino vero e autentico!

Il Vangelo di questa domenica inizia con un episodio che i discepoli riportano a Gesù. Un tale scaccia i demoni in nome di Gesù, è un fatto questo che inquieta e destabilizza i discepoli, sentono di dover intervenire. E Gesù come sempre ha un altro sguardo sulla realtà: non importa che non è un seguace stretto, è uno che fa il bene nel suo nome e questo basta. Gesù non ha paura di chi opera anche fuori dal gruppo dei discepoli, il bene può venire da tante parti, la sua voce può superare i confini che mettiamo noi umani. Forse Gesù sognava una Chiesa così, libera e aperta, che non si aggiudica il diritto di decidere chi merita né di ricevere, né di annunciare il Vangelo. Una Chiesa che non si crede l’unico luogo di verità e di bene, ma piuttosto accoglie tutto quello che si fa, ovunque e da chiunque, in nome di Cristo, fosse anche un bicchiere d’acqua!

Per Gesù il problema non è chi opera in suo nome, ma chi piuttosto, può diventare un impedimento per i piccoli che credono in lui. Marco subito ci fa rincontrare il Maestro esigente che non esita ad un invito alla radicalità, alla coerenza senza compromessi e senza mezze misure. Quello  che è motivo di scandalo va tagliato, eliminato alla radice. Un richiamo a fare un cammino veritiero a livello personale, di ciò che in noi stessi può risultare “pietra d’inciampo”… quello va buttato. Difficilissimo questo lavoro interiore di conversione e purificazione e nello stesso tempo un implicito invito a guardare il male che è dentro di noi e non fuori di noi, come si è soliti fare. Gesù parla usando l’imperativo, è tagliente, duro, ma ci dà così  forse l’unico metodo veramente possibile per una profonda revisione di vita. Di ciò che non va nella vita, nella società, nel mondo noi spesso possiamo diventare solo spettatori, a volte critici, al massimo oppositori a livello di parole. L’unico potere che abbiamo di poter cambiare è su ciò che riguarda noi. Le nostre mani cioè, il nostro operare. I nostri piedi, le vie che scegliamo di percorrere. I nostri occhi ossia il nostro modo di vedere la vita e quello che decidiamo di guardare e amare.

È questo il cambiamento che il Signore ci chiede prima di tutto per noi, che siamo chiamati ad essere incompleti sì. Ciò che manca è il segno di un autentico cammino e per “i piccoli”, i preferiti di Dio, quelli che non aspirano ad essere i primi, che forse non contano niente, quelli dalla fede semplice e umile.

Suor Giuliana

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *