V Domenica del t.o. anno A- Tutti ti cercano!

La pericope odierna, tratta dal Vangelo di Marco, in sintonia con tutta la liturgia di questa domenica ci mostra chiaramente che Dio non è impassibile di fronte al dolore e alla sofferenza dell’uomo, ma che anzi, Egli si china sull’umanità per guarirla da tutte le sue infermità.  Il testo, si divide in tre piccole scene: la guarigione della suocera di Pietro (vv. 29,31), le guarigioni di tanti che accorrevano a lui (vv. 32-34), il silenzio della contemplazione di Gesù (vv. 35-39). Tutte ci mostrano che in Gesù è possibile pensare alla sofferenza non con un atteggiamento di passività ma di speranza. Nel primo quadro, infatti, sollevando la suocera di Pietro per la mano (viene usato lo stesso verbo della risurrezione), egli la libera dalle sue infermità ed essa subito si pone a servire. È bellissima questa immagine: liberata da ciò che la tiene ferma, ella si dona agli altri. Quante volte anche noi soffriamo delle terribili febbri dell’egoismo, del voler primeggiare a tutti i costi, della superbia, dell’arroganza… cose tutte che non ci permettono di servire con autenticità, per grazia ma che mostrano le nostre piccole e povere capacità camuffate da chissà quali intenzioni. Solo se il Signore ci prende per mano e ci libera innanzitutto il cuore, potremo condividere con gli altri la gioia della guarigione interiore. E così capita pure a tutti quelli che Egli guarisce fuori dalla porta…

Chi va da Gesù, trova salvezza, guarigione, non solo fisica, ma anche e soprattutto interiore che è poi la malattia più difficile da riconoscere e da guarire. Il regno è vicino, il Signore è con noi, nulla ci potrà far del male. Ma ne siamo consapevoli? Viviamo l’incontro con Lui per sentirlo presente nella nostra vita? Desideriamo che ci prenda per mano per risollevarci dalle nostre infermità?

Un altro punto interessante del vangelo odierno è che Gesù pregava… lasciandoci comprendere, così, che la preghiera non è un optional ma un atteggiamento di vita…. Egli prega, ringrazia il Padre, trova ristoro in Lui… immagine questa della nostra preghiera di affidamento, di richiesta, di invocazione. Non possiamo affrontare tutte le nostre difficoltà e non possiamo donare il nostro servizio se tutta la nostra vita non è diventata preghiera…. E quando tutti lo cercano, Lui preferisce andare altrove per non montare in superbia e per mostrare che l’opera è sempre di Dio, mai la nostra… noi siamo solo semplici strumenti nelle sue mani.

Credo che il vangelo odierno ci dia tanti spunti su cui riflettere, non lasciamo cadere a vuoto una sola delle parole del Signore che come acqua viva, disseta le nostre arsure.

suor Simona Farace

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