Ascensione del Signore (Anno B)- La Chiesa in missione

Nella solennità dell’Ascensione celebriamo il mistero di Cristo che, avendo assunto la nostra natura umana con l’Incarnazione, dopo la sua Morte e Risurrezione, fa ritorno alla gloria del Padre. Con l’ascesa al cielo termina la sua missione ed ha inizio quella della Chiesa. La missione di Cristo è durata solo pochi anni, quella della Chiesa, invece, si protrarrà fino al suo ritorno glorioso.

Nel racconto dell’evangelista Marco, si evidenzia che il Signore non si separa dalla vita dei credenti, ma si inserisce nella loro esistenza, potenziandola con una forza ed un’energia più grande di quella che avevano conosciuto. Gesù invita i suoi ad andare in tutto il mondo e a proclamare il vangelo ad ogni creatura; conferisce il mandato missionario,e attraverso di loro, anche a tutti i cristiani, a tutti noi. Ricorda, inoltre, i segni che accompagneranno quanti credono in Lui, garanzia della sua presenza al loro fianco:” Scacceranno demoni…” il male che divide da Dio e dai fratelli”; parleranno lingue nuove…” con il dono dello Spirito che permetterà di dialogare ed entrare in amicizia con tutti; “prenderanno in mano i serpenti…” non avranno paura di nessuno, sapranno vedere in tutti l’immagine di Dio; “imporranno le mani ai malati e questi guariranno…” assicura che lo Spirito guarisce ogni malattia interiore e garantisce che il Signore è sempre presente ed opera insieme con noi e attraverso di noi.

“Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro…”. Anche noi, come i discepoli del Risorto, siamo chiamati a partire e a predicare, con la testimonianza della vita, la gioia profonda che Cristo ci ha donato.  Siamo chiamati a rivivere, nel nostro ambiente, questa storia sempre nuova, a rileggerla e a raccontarla agli altri con il linguaggio del nostro tempo, nella concretezza del quotidiano. Il cristianesimo si trasmette così, da persona a persona; non è una dottrina o un insieme di norme di condotta, ma l’incontro con la Vita che ha sconfitto la morte.

“Celebrare la tua ascensione, Signore, significa per noi non guardare più in cielo, ma volgere il nostro sguardo alla terra. Ora inizia il tempo del nostro impegno, lo spazio della nostra responsabilità di cristiani, il banco di prova della nostra fiducia in te. Tu, Signore, non ci lasci soli. Ci hai promesso di camminare con noi e con chiunque cerchi di costruire un mondo più giusto, una Chiesa più umana, una società più solidale.

Ci chiedi solo una cosa: amare te nel volto delle persone che abbiamo accanto. Donaci la forza della fede; sempre e dovunque, concedici di essere canali trasparenti della tua grazia. Amen”                                                                                                                                                                 sr Annafranca Romano

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