Giornata USMI a Pompei – Avvento: presenza e profezia

Si e’ tenuto, nella 1^ domenica di Avvento, a Pompei la giornata di spiritualità promossa dall’ Usmi regione Campania. La giornata si e’ aperta con il saluto fraterno e puntuale del  vescovo di Pompei, rivolto alle tante religiose presenti; e’ seguita l’introduzione della presidente, suor Antonietta Barbato, e della segretaria suor Carmelina Sauchelli. Il primo momento di riflessione “Avvento tempo della presenza” e’ stato guidato dall’abate di Cava de’ Tirreni, dom Michele Petruzzelli. “Il verbo si e’ fatto carne ed e’ venuto ad abitare in mezzo a noi” e il prefazio della seconda di Avvento sono stati i riferimenti del suo intervento. Passaggio significativo della sua relazione: “Dio e’ presente e le religiose sono custodi nel mondo di questa presenza…La Vita Consacrata è vigilanza che attende, custode e testimone del Cristo”. Alla riflessione sono seguite le risonanze e le testimonianze delle religiose, anche delle consacrate dell’Ordo Virginum, che per la prima volta hanno partecipato all’incontro. La prima parte della giornata si è conclusa con la celebrazione eucaristica, presieduta dall’abate, nel Santuario gremito di fedeli.

Nel pomeriggio il secondo momento di riflessione è stato guidato dalla biblista Annamaria Corallo, a partire dal  testo biblico di Marco 1,29-39. Il titolo della sua relazione: “Avvento, tempo di profezia”. La biblista ha sottolineato che le religiose, i cristiani sono chiamati a riscoprire la forza profetica dell’annuncio, e ha ricordato che la profezia è la capacità di leggere la storia con i criteri di Dio. Nel suo intervento è passata poi ad evidenziare queste condizioni o criteri della profezia. La prima: trasformare lo spazio in luogo di incontro e testimonianza, poichè l’Incarnazione ha abbattuto la divisione tra sacro e profano, tra il tempio e la strada. In secondo luogo per essere profeti bisogna essere inclusivi del nostro e altrui limite, Natale è storia di poveri! Terzo criterio: l’attenzione alla dimensione sociale e politica del Regno…la profezia è questione di giustizia. Ancora, per essere profeti bisogna abbandonare un sapere solo mentale che non cambia la vita e accogliere quel sapere che è sapienza, gusto della vita, che passa per il cuore e le mani. Quinto criterio è la preghiera: abbiamo bisogno del tempo per una rilettura profetica della storia, abbaimo bisogno di prendere le distanze dalle cose e dalle situazione per poterle discernere. Il sesto criterio per la Vita Consacrata è di indicare l’altrove, non accontentarsi del già detto e del già fatto. Aprire lo spazio del di più, senza nostalgia del passato, nè custodia gelosa del presente.

La giornata, che è stato anche un momento di condivisione e di incontro tra le diverse congregazione della Campania, ha lasciato alla Vita Consacrata domande e provocazioni… Saprà, in questo tempo di Avvento, mettersi in ricerca e trovare la strada di scelte profetiche e audaci?… “Andiamo verso Betlemme”!

sr Viola Mancuso

 

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