I domenica di Avvento -Vegliate….

Inizia questa domenica il tempo di Avvento, il tempo dell’attesa… attesa della venuta del Signore, del Suo ritorno, della definitiva instaurazione del Suo Regno di pace e di gioia.
Attesa implica però vigilanza, speranza, preghiera, penitenza, conversione. L’attesa è come una scala dai tanti gradini, uno dopo l’atro, ci condurranno a Dio.
D’altra parte, però, credo che anche Dio si ponga in attesa, in questo tempo speciale e di grazia per tutti noi, aspettando il nostro ritorno verso di Lui, nella Sua casa. L’avvento è quindi l’incontro di due attese, l’unione di due desideri, quello di Dio e quello nostro.
Attendiamo, allora, Qualcuno che per noi è motivo di gioia e di speranza. Non possiamo restare con le mani in mano, non possiamo vivere questo tempo come tanti altri che abbiamo già vissuto; dobbiamo operare con novità e apertura di cuore per non permettere a noi stessi di vivere celebrazioni e liturgie senza motivazione e piene di ripetitività.
Il Vangelo proposto oggi alla nostra riflessione fa parte del discorso escatologico di Matteo e ci parla chiaramente dei tempi futuri ricordandoci che “come fu, così sarà” (v. 37). Questa espressione richiama evidentemente il passaggio successivo che ricorda il tempo di Noè in cui l’umanità, presa dai tanti affari e dai tanti affanni, non prestava più ascolto alla Parola di Dio (vv.38-39). Dinanzi a questo scenario di sordità spirituale, di cecità narcisistica e di comportamento morale scorretto, Gesù invita ad assumere una logica inattesa, quella della vigilanza (v. 42), attenti a scorgere i segni della Sua presenza nella storia. Se sapremo fare questo, staremo con il Signore sempre, non soltanto nell’al di là, ma anche qui, in questo mondo perché sapremo riconoscere ogni possibile traccia del Suo passaggio nella nostra vita e nella storia dell’umanità, al contrario, saremo lasciati a vivere nel nostro desiderio sfrenato di materialità, di possesso smodato nelle relazioni con gli altri, con la natura, con le cose; è questo il senso dei versetti 40-41 in cui ci viene ricordato che al ritorno del Signore, uno sarà preso, l’altro lasciato. Non si tratta di discriminazione da parte di Dio, ma di scelta nostra dinanzi alla Sua proposta. Ecco perché, allora, è necessario vegliare: perché nessuno ci porti via, scassinando la nostra casa (v. 43), il tesoro prezioso della nostra fede, della nostra appartenenza al Signore.

suor Simona Farace

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