I Domenica di Quaresima – Nel deserto per essere disarmati e invincibili!

La liturgia spesso ci invita a considerare “favorevole” questo tempo di Quaresima. Non tutti i tempi sono uguali, ci sono dei tempi che danno senso e sapore al tempo tutto, ai giorni feriali.  Tempi forti, ossia tempi di lotta, che ci abilitano poi ad affrontare le battaglie della vita con la consapevolezza di scelte già fatte, ma soprattutto ci rendono capaci di vivere ogni giorno scegliendo da che parte stare, chi seguire, per chi vivere e cosa annunciare.

In questa prima domenica di Quaresima siamo chiamati a contemplare Gesù nel deserto. L’evangelista Marco è estremamente sobrio nel raccontarci questa esperienza di Gesù ma ci dà certamente delle chiavi affinchè anche noi possiamo entrarvi per uscire con lui vincitori.Gesù è sospinto dallo Spirito nel deserto, luogo di essenzialità, solitudine, silenzio e soprattutto luogo di scelte faticose ma necessarie. Perché tutto questo  avvenga non basta entrare è necessario rimanervi. Rimanendo questo luogo si rivela un campo di battaglia e di tentazioni, dove il bene e il male sono presenti, e se da una parte c’è tutta la fatica di stare con le bestie selvatiche dall’altra ci sono gli angeli che servono. È la dialettica inevitabile della vita, questa esperienza di Gesù è una lezione di vita: il vero problema della nostra fede non è il deserto, le bestie selvatiche, le tentazioni ma piuttosto l’incapacità di rimanere e all’interno di questo dinamismo e scorgere la presenza del bene silenzioso e invisibile. Certamente la presenza delle bestie selvatiche è più evidente e rumorosa degli angeli! Le tentazioni non sono da evitare ma da vivere, affrontare e vincere. Nel deserto si combatte una guerra da “disarmati” ed è la guerra più vera, che dice la nostra umanità che può vincere solo se libera da se stessa e capace di affidarsi a qualcuno che combatte per e con noi.

Sono i tempi di deserto che decidono che uomini e donne saremo, se saremo capaci di vivere da disarmati e vincitori, se sapremo spogliarci di noi e fare spazio alla vita “altra” e alla vita degli altri, se sapremo dilatare il cuore ed essere portatori di buone e belle notizie.

Dopo il deserto inizia il tempo nuovo per Gesù, il suo essere Messia che dovrà soffrire si concretizza e mette radici proprio lì. Subito dopo sarà per le strade di Galilea ad annunciare il vangelo di Dio che è compimento e vicinanza, ( Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino) che è possibilità nuova di intraprendere sentieri di vita,( convertitevi e credete nel Vangelo) possibilità di scegliere la vita e di porre il cuore in questa roccia: credete nel vangelo! Quando le lotte portano a credere il vangelo non si ha più paura di nessun deserto:

Ecco perché non ho più paura.
Se ci si disarma, se ci si spossessa,
se lo Spirito ci da grazia di aprirci al Dio-Uomo
che fa nuove tutte le cose, allora Lui cancella il brutto passato,
ci rende un tempo totalmente nuovo,
nel quale tutto è veramente possibile (Atenagora)

suor Giuliana Imeraj

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