III domenica di Avvento (anno C)- La gioia di essere amati

È la domenica della gioia e della fiducia. Difatti il nostro cuore è assetato di felicità; la vorremmo a tutti i costi, ci affanniamo per averla, ci arrabbiamo quando non la sentiamo dentro di noi. La Parola di Dio nella liturgia di oggi – in questo cammino di Avvento, che è un cammino non solo di impegno, ma soprattutto di speranza – ci invita con forza alla gioia del cuore.

E allora, che cosa dobbiamo fare? È il grido che le folle rivolgono a Giovanni il Battista. È una domanda che molte volte mi pongo. Per essere il cristiano della gioia, cosa devo fare? È chiaro che, se noi ci guardassimo attorno, troveremmo delle risposte a volte scontate. La gente sostiene che, per riuscire nella vita ed essere gioiosi, bisogna avere più denaro, più potere, più soldi. Sempre di più.

Per essere cristiano, Giovanni suggerisce non un più, ma un meno o meglio vivere la nostra vita condividendo, non rubando, non essendo violenti. Ossia fare le cose di sempre, ma con grande umiltà, perché l’accoglienza nasce sempre dalle piccole cose. Giovanni ci invita a vivere il nostro lavoro ma in modo diverso, ossia con onestà, senza pretendere troppo dagli altri. Essere persone miti, anche se in un mondo di lupi. La vera gioia nasce dalle piccole cose di ogni giorno; chi è attento alle piccole cose, vive i grandi traguardi della vita. Non ha senso proclamare grandi cose, ma poi non riuscire a metterle in pratica. La gente stava pensando che fosse Giovanni il Messia, ma Giovanni subito interviene dicendo che arriverà il vero Messia e battezzerà con lo Spirito Santo e il fuoco: il giudizio e la salvezza insieme. Un fuoco che ti brucia, ti mette in crisi, scardina le tue sicurezze.
Lui, Giovanni, può solo sciogliere il legaccio dei sandali di Cristo, anzi non è nemmeno degno di questo.
È Gesù che setaccerà il grano per espellere la pula quale giudizio finale, invitando ogni uomo alla conversione.

Noi siamo invitati a rallegrarci sempre nel Signore perché, come dice san Paolo, la nostra gioia sia nota a tutti.
La fede cristiana è una gioia autentica e vera.
Non una gioia sciocca, perché scaturisce da un incontro vero con Gesù.
Una gioia che capisco a partire dalla sofferenza, perché la gioia si gusta maggiormente solo se si riesce a superare una fatica, una tristezza.
Solo in quel momento comprendiamo cosa significhi una conversione vera, capace di cambiare la nostra vita. Noi siamo persone profondamente amate da Dio, da Lui stimate e questo è il primo cammino di fede e di conversione. Siamo chiamati ad accogliere con gioia questo Dio.
Un Dio che viene a donare a tutti una lieta notizia, anche se stiamo vivendo realtà tristi e difficili e magari non sappiamo dove sbattere la testa specie in questi momenti di crisi. Perché viene in mezzo a noi il Dio della gioia.

Santa Maria, Vergine del mattino, donaci la gioia di intuire, pur tra le tante foschie dell’aurora, le speranze del giorno nuovo. Ispiraci come Giovanni parole di coraggio. Amen.

don Franco Bartolino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *