IV Domenica di Quaresima – Il dono della rigenerazione

Il vangelo di questa quarta domenica di Quaresima ci propone il colloquio di Gesù con Nicodemo, incentrato sulla necessità dell’esaltazione del Figlio dell’uomo e della nuova nascita per l’uomo che vuole entrare nel regno di Dio. Gesù parla di nascita dall’alto, da acqua e da Spirito, alludendo al mistero del Battesimo e del dono dello Spirito, che ci fa nuove creature.

Se Dio conosce le nostre sofferenze non è solo perché le vede in noi, ma perché le sente sue e la salvezza che ci dona è proprio quella di farci vivere quella sofferenza nell’abisso dell’amore, che costituisce la rivelazione suprema della realtà di Dio. Come il serpente di bronzo innalzato nel deserto recava guarigione a coloro che lo guardavano, così sarà di Gesù quando sarà innalzato sulla croce. Egli vuole introdurre Nicodemo, e con lui ciascuno di noi, al mistero di Dio e del suo immenso amore per l’uomo, che proprio in Lui riceve il suo sigillo definitivo. E’ la gloria di un amore che rimane libero nel suo dono proprio quando è rifiutato.

L’innalzamento della croce mostra la reale discesa di Dio fino all’uomo, che lo tradisce e lo calpesta. Proprio perché Gesù custodisce la sua divinità nell’essere calpestato, rivela tutta la potenza di un’umanità che è irraggiamento dello splendore di Dio. Così anche per noi, non esiste altro modo di salire a Dio se non quello di discendere, perché risplenda il suo stesso amore.

Quando dalle labbra di Gesù ascoltiamo risuonare quel “bisogna”, dobbiamo intendere che si tratta di un evento che non è alla nostra portata, che non risponde alle nostre attese, che non avremmo mai immaginato perché comporta la rivelazione di un segreto di Dio, nel senso che caratterizza l’intima vita di Dio e quindi quella dei suoi figli. Se Gesù deve essere innalzato e deve morire in croce, non è solo in ragione del peccato dell’uomo, ma della manifestazione del segreto della vita divina, che a tutti verrà comunicata in modo da vivere di quella pienezza che appartiene solo a Dio.

L’esperienza della fede conduce al dono di sé, come conseguenza della vita nuova. Gesù vuole introdurre Nicodemo al mistero di Dio e del suo immenso amore per l’uomo, che proprio in Lui riceve il suo sigillo definitivo. Per dare salvezza deve essere innalzato. Questo particolare nasconde la modalità della rivelazione di Dio e costituisce per l’uomo l’accesso alla sua rivelazione.

E’ da quell’altezza che ci viene la vita eterna, perché si rivela in tutto il suo splendore l’amore del Padre per l’uomo. La rivelazione dell’umanità, come luogo dello splendore di Dio in questo mondo, non può che venire dall’alto. In Gesù, Dio ha fatto dono di sé all’uomo e in quel dono l’uomo può ritrovare la bellezza della sua umanità.

 

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