Solennità del Battesimo di Gesù – Tu sei l’amato

Il racconto lucano che la liturgia di questa domenica  ci invita a meditare , nella festa del Battesimo di Gesù, tocca una domanda cruciale della nostra fede: ”Chi è Gesù?”. Tale domanda ha ricevuto un’infinità di risposte, che mostrano il tentativo da parte del credente, di accostarsi al mistero della sua presenza..

Sullo sfondo della scena c’è il popolo dei battezzati, da cui avanza la figura di Gesù. Il centro focale non sta nell’azione battesimale, ma nei fatti che l’accompagnano: si aprono i cieli, lo Spirito scende verso di Lui e si ode una voce che annuncia l’identità di Gesù:” Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”.

I cieli che si aprono non preludono a una  visione  celeste, ma alla discesa sulla terra dei beni divini, dei quali il principale è proprio lo Spirito Santo, effuso su tutti, attraverso il Figlio, che lo possiede in pienezza. Egli è” il Figlio amato”, che offre l’unico sacrificio accetto al Padre; è il nuovo popolo che viene definitivamente liberato: lo Spirito non solo scende su Cristo, ma rimane su di Lui “perché gli uomini riconoscano in Lui il Messia, l’inviato a portare ai poveri il lieto annunzio”. Lo Spirito, che non aveva più dimora fra gli uomini, ora rimane sempre nella Chiesa. La missione di Cristo è prefigurata in quella del Servo di Jahvé, colui che porta su di sé i peccati del popolo. In Cristo che si sottopone ad un atto pubblico di penitenza, vediamo la solidarietà del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo con la nostra storia.

Gesù non prende le distanze dall’umanità peccatrice, al contrario, si immedesima con essa per meglio manifestare il mistero del nuovo lavacro. Dopo il battesimo, Gesù prega, insegnandoci che solo nell’interiorità  anche noi possiamo diventare consapevoli  di ciò che accade nei sacramenti. Solo nell’interiorità, coltivata con determinazione, possiamo fare esperienza di quanto siamo amati. Solo nella preghiera scopriamo che  la presenza di Dio è fuoco che illumina e consuma.

Signore Gesù, Figlio amato, sei venuto tra noi peccatori percorrendo i nostri stessi sentieri di conversione. Tu hai scelto e vissuto il nostro stesso camminare nel mondo per incontrare Dio. Non ci hai svelato un Dio irraggiungibile, onnipotente e lontano, ma il volto di un Dio , come padre vicino e pastore attento. Tu, figlio amato, sei sceso in campo per noi, senza disdegnare la nostra fragilità e il nostro peccato: sei sceso tra noi per sollevarci verso Dio. Noi ti lodiamo e ti ringraziamo!

 

 

sr Annafranca Romano

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