V Domenica del t.o./A – Con la sapienza del Vangelo

Il brano evangelico di questa quinta domenica del Tempo Ordinario è tratto dal discorso della montagna ed è il proseguimento del brano delle beatitudini. Gesù annuncia ai discepoli che sono il valore più prezioso, indispensabile per la terra. Essi hanno accolto la sua chiamata e sono definiti “beati” in vista del Regno dei cieli.

Se con le beatitudini Gesù indica come rispondere al suo appello, nella pericope odierna indica ai discepoli il destinatario e la natura della loro missione: essere il sale della terra e la luce del mondo, pienamente inseriti nella sua azione di annuncio.

Egli dice:  ”Voi siete sale…voi siete luce” e non voi sarete. La sua chiamata impegna immediatamente la totale esistenza dei discepoli: non vi è spazio per una decisione da prendere, essa è stata già presa per loro da Gesù.

Le immagini del sale e della luce, così semplici ed incisive, che appartengono al vivere quotidiano, indicano l’irrevocabilità dell’annuncio.

Essi sono chiamati a permeare il mondo con la sapienza del Vangelo, custodendo l’universo degli uomini nell’alleanza con il loro Dio, che li vuole in comunione con lui e tra di loro, per far splendere la sua presenza e rendere la vita desiderabile ed amabile.

Diventano luce del mondo nel senso che la presenza di Dio, resa visibile attraverso il loro agire secondo le beatitudini, costituisce l’orizzonte di senso della vita.

Essere il sale della terra e la luce del mondo significa vivere da poveri, non violenti, misericordiosi, impegnati per la pace, perseguitati per l’annuncio dell’amore di Dio per l’uomo, passando attraverso la croce e la risurrezione nel vissuto concreto.

 Lo scopo è quello di dare sapore, gusto e senso alle cose.  E’ tenere accesa la luce quando il buio tenta di prevalere. Un cristiano si occupa di insaporire le cose e di illuminarle.

Il nostro “esserci” deve trasformare la realtà in termini di qualità, non di quantità.   “Vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli”.                 E’ la visibilità dell’amore.

Un cristiano è chiamato a mostrare un bene che indica molto di più di ciò che sembra; è chiamato a rendere visibile la profondità delle cose, la preziosità del creato, la dignità della vita.
             Essere sale e luce non può mai significare, per il cristiano e per la comunità nel suo insieme, un dato acquisito una volta per tutte e una garanzia; ma è sempre un evento di grazia che avviene quando c’è l’obbedienza del credente e della comunità alla Parola del Signore Gesù, quando si custodisce e si vive la Parola del Vangelo.                                                                                                                               suor Annafranca Romano

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