V domenica del Tempo Ordinario/C- Prendi il largo

   Il brano evangelico di questa domenica, dopo un quadro introduttivo su Gesù che insegna, presenta la chiamata di Pietro dopo l’esperienza esaltante della  pesca miracolosa. Gesù era là, presso il lago di Gennesaret.

     Gesù è sempre presso la sponda della nostra vita e guarda la barca di ciascuno di noi. Entra nel nostro quotidiano e ci osserva nell’impegno e nella fatica di ogni giorno. Anzi, sale sulla barca della nostra vita e perché  lo possiamo ascoltare, ci prega di staccarci dai nostri interessi, per far attenzione alle sue parole e agli interessi del Vangelo. Pietro ascolta, sulla barca, la parola rivolta a tutti. Ma subito dopo  Gesù si rivolge a lui personalmente: ”Prendi il largo, staccati dalla riva, guarda avanti…”.

    Proprio questo è necessario anche per noi, staccarci, deciderci a lasciare la riva tranquilla del nostro comodo, del nostro interesse, che dà una falsa sicurezza e non permette di fare l’esperienza delle reti piene. Dio ci chiama continuamente a prendere il largo, a muoverci verso quella Galilea, in cui sempre ci precede. Il Signore vuole che  passiamo dall’ascolto all’azione, perché soltanto chi ascolta e mette in pratica la Parola, entra a far parte della sua famiglia e costruisce sulla Roccia.

   Forse anche noi, come Pietro, siamo stanchi e delusi dopo tanti tentativi e tanta fatica: “abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla”.

   Da pescatore esperto, Pietro avrebbe avuto ragione di non tener conto dell’invito e dell’ordine che gli veniva da Gesù, ma si fida di Lui, della sua  Parola ed esclama con decisione: “ sulla tua getterò le reti”. Crede alla  Parola e trascina nell’avventura anche gli altri.

    Ognuno di noi è personalmente coinvolto e deve rispondere alla Parola, prendere il largo, anche se tutte le barche rimangono sulla spiaggia. Il merito di Pietro è quello di essersi arrestato allo stupore del miracolo avvenuto sotto i suoi occhi e: si gettò alle ginocchia di Gesù dicendo:

    ” Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore”. Ogni vero missionario fa l’esperienza della sproporzione tra quello che è e quello che Dio domanda.  Solo nella consapevolezza di questa inadeguatezza, Gesù affida a Pietro la missione di diventare “pescatore di uomini”. Ma prima gli dice:

” Non temere” perché la paura sarebbe ancora segno che è appoggiato a se stesso e non alle promesse del Signore. Quella di Pietro sul lago è la storia di tutti noi, di tutti coloro che Dio ha chiamato a diventare “pescatori di uomini” nei luoghi in cui operano e testimoniano la loro fede.

   E’ la storia di ogni battezzato, chiamato da Gesù a seguirlo. Il risultato non dipende mai dalle proprie  capacità, ma solo dalla fede nella sua Parola.                

    sr Annafranca Romano

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