V domenica di Pasqua -L’amore non ha mai fatto male a nessuno!

L’amore per il “prossimo” è un comandamento già esistente nell’Antico Testamento, che lo indica come Grande Comandamento irrinunciabile: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze; e il prossimo come te stesso”(Dt 6, 5 – 6; Lv 19, 18). E del resto chi lo indicava era Dio, il quale aveva provveduto a far uscire gli Israeliti dall’Egitto, mostrando la sua potenza contro i nemici a vantaggio dei suoi fedeli; conseguentemente, poiché Dio aveva mostrato amore verso il suo popolo era necessario che anche chi apparteneva a lui si attenesse al monito dell’amore. Come mai allora Gesù parla di un “comandamento nuovo” quando invita i suoi discepoli ad amarsi gli uni gli altri?

In effetti la novità in Giovanni risiede nella figura stessa di Gesù e nelle sue opere: egli pronuncia questa frase non appena ha terminato di lavare i piedi ai suoi discepoli, stravolti per essere stati messi al corrente del prossimo commiato con il loro maestro. Con quel gesto, che abbiamo contemplato abbastanza alcune settimane fa, Gesù manifesta la profonda realtà dell’amore come valore unico e indissolubile, come vincolo indispensabile che caratterizza coloro che credono in lui.

È lo stesso vincolo che unisce Cristo medesimo al Padre rendendoli una cosa sola, quello per cui Padre e Figlio si appartengono nello Spirito Santo nell’eternità dell’amore mutuo e per il quale adesso Gesù, Verbo di Dio incarnato adempie la sua missione di salvezza manifestando al mondo questa stessa comunione di amore trinitario. In essa vengono coinvolti anche i discepoli perché si sentano partecipi dell’amore che unisce Gesù al Padre e perché di questo amore possano vivere fra di loro, non nell’astrattezza dei concetti, ma nella concretezza esaustiva delle opere.

Lavandosi i piedi gli uni gli altri, quindi realizzando mutuamente fra loro gli atti di amore anche fra i più umili e rivoltanti agli occhi della società, i discepoli potranno esperire lo stesso amore intimo divino e fare di esso il distintivo che richiami sempre più persone al loro seguito.

don Franco Bartolino

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