VI domenica di Pasqua anno A- Amare è una scelta!

In questa sesta domenica di Pasqua leggiamo ancora il vangelo di Giovanni al capitolo 14. Una lunga spiegazione che Gesù fa ai suoi discepoli, un discorso esplicativo su com’è, dovrà essere la relazione tra i discepoli e Lui.  Gesù insiste quasi a voler inculcare il senso di tutto quello che avevano vissuto con Gesù e che con Lui e per Lui avrebbero continuato a vivere. Invita a rivedere le sue parole, all’interno di una relazione d’amore con Lui. Se mi amate…

Tutto inizia e si conclude con l’amore. Ascoltare e mettere in pratica la parola di Gesù diventa possibile se si ama. “Se mi amate osserverete i miei comandamenti”. La parola comandamento di solito ci mette in un atteggiamento di chiusura e di rifiuto. Non vogliamo essere comandati. Ma i comandamenti del Signore sono parole di amore, parole per la vita. Per questo si possono osservare solo se si ama.  Amare non è facile per noi, e il Signore anche in questo ci accompagna e non ci lascia soli. L’esempio dell’amare ce lo ha dato lui e sa che da soli non potremo mai amare come lui

Allora la domanda non deve essere perché non riusciamo ad “osservare”, a vivere le parole di Gesù. Questa domanda che ci rimanda ad un elenco di ragioni analizzate solo dal punto di vista moralistico. C’è invece un’altra domanda che ci porta più in profondità, svela l’essenza di quello che siamo chiamati a vivere; “amiamo veramente il Signore?” il resto come stesso Gesù ci ricorda è conseguenza, è la risposta naturale ad una vocazione innata. Si segue solo chi si ama, si porta sempre con sé chi si ama. Gesù è consapevole che questo era il duro discorso da interiorizzare,  e porta come esempio la sua relazione con il Padre. Indica così un livello d’amore che supera la sfera fisica, che potrà quindi continuare anche se Gesù se ne andrà da loro.

C’è un ulteriore passaggio che il Vangelo di oggi ci propone: “chi accoglie e osserva i miei comandamenti”. “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama”:  accogliere è il segreto per osservare e vivere, è un passaggio imprescindibile. Probabilmente Gesù comprende bene la fatica che facciamo ad accogliere i suoi discorsi a volte e esigenti, a volte incomprensibili, spesso duri da spingerci a scappare. Forse la sua preoccupazione non era rispettare alla lettera quello che Lui ha detto, ma accogliere la sua logica, questo lo scoglio, la fatica, sfida e gioia  di ogni cristiano, ogni discepolo, della Chiesa intera. Non possiamo essere lasciati soli in questa importante missione. Ci manda il suo Spirito, Spirito di verità, di amore, di consiglio, che ci rivela il bene e rende capaci di attuarlo. Se scegliamo la via dell’amore non abbiamo da temere… Mettiamoci  continuamente sulle orme del maestro e camminiamo con tutti gli uomini di buona volontà che desiderano dire Sì all’Amore!

suor Giuliana Imeraj

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