XIII Domenica del tempo ordinario anno C – Ti seguirò ma…

Continua il cammino di Gesù verso Gerusalemme, luogo del compimento finale (v. 51): ormai Gesù è deciso, è pronto ad accettare la volontà del Padre: dare la vita per l’umanità.  Nel suo itinerario  missionario, desidera incontrare tutti gli uomini, senza marcare differenze, e pensa di poter andare in Samaria (v. 52): i samaritani però non hanno buoni rapporti  con i giudei  e così lo cacciano via (v. 54). La salvezza è offerta a tutti, ma non tutti vogliono accoglierla. Dinanzi a questa situazione il cuore umano pensa di reagire con la forza (v. 54), mentre Gesù, rispettando la nostra libertà, sceglie semplicemente di andar via. È la logica di Dio che si offre all’ uomo proponendosi e mai imponendosi.  La sua parola per noi è sempre: “Se vuoi”! e mai “ Devi”! Mentre è ancora in cammino per la strada, si avvicinano tre giovani per unirsi alla sua sequela, ma, ognuno dei tre deve ancora comprendere l’orizzonte giusto per vivere cuore a cuore con il Signore e così, Gesù, precisa, ancora una volta, le condizioni necessarie per stare con Lui. Nella prima scena (v. 57), il Maestro ricorda l’urgenza della missione: chi vuole seguirlo deve essere disponibile all’annuncio, sempre, affinché esso giunga a tutti e con esso ogni uomo riceva il dono della salvezza. Non ci sono quindi luoghi cari che tengano, perché non ci possono essere soste, il messaggio deve correre e i discepoli devono essere disponibili a tutto e a qualsiasi sacrificio. Nella seconda scena (vv. 59-60), Gesù delinea un’ulteriore condizione per seguirlo; se ha già chiesto la rinuncia dei “beni”, ora chiede la capacità di sentirsi distaccati dagli affetti per che spesso impediscono  al discepolo di seguirlo. Non si tratta di mancanza di rispetto verso i genitori, ma con questo Gesù vuol ricordare ai suoi discepoli che la scelta del Regno e la sequela devono venire sempre in primo piano, con precedenza assoluta su tutto. Nella terza parte (vv. 61- 62), l’idea del distacco da tutto viene sottolineata ancora con più forza: non è possibile seguire il Maestro e non essere disposti alla rinuncia di tutto ciò che può costituire un ostacolo all’annuncio. Il Signore passa nella nostra vita, si propone, vorrebbe essere accolto; non cacciamolo via come i samaritani, ma accettiamo  di seguirlo, all’ombra della croce, e di testimoniare con gioia al mondo ala bellezza dello stare con Lui, sempre, ogni giorno, ogni istante. Il mondo che ci circonda aspetta da noi, cristiani del secondo millennio, conforto, speranza, condivisione. Possiamo assolvere a questo compito solo se siamo disponibili a stare con il Maestro, in un incontro di profonda preghiera in cui continuiamo a chiedere il dono dello Spirito che ci suggerirà cosa dire e ci indicherà le modalità giuste per avvicinare ogni uomo e ogni donna del nostro tempo.

sr Simona Farace

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