XVI Domenica del t.o. (anno C) – Il coraggio dell’accoglienza

L’accoglienza è una delle esperienze più belle e impegnative di «farsi prossimi degli altri» e sperimentare fin da ora quella qualità di relazione vera e reciproca.

La parabola del buon samaritano di domenica scorsa ci aveva parlato della sfida di ospitare l’altro, soprattutto quando lo incontriamo sofferente sul ciglio della strada della nostra esistenza.

Per accogliere bene un ospite in casa sono necessarie due azioni, entrambe importanti: servire e ascoltare.

Nel racconto del vangelo Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, ospitano Gesù nella loro casa di Betania. Marta fa come il buon samaritano: è tutta «distolta per i molti servizi» (Lc 10,40), dimentica se stessa, mette da parte i suoi programmi della giornata, è praticamente tutta protesa a servire. Marta non si rende conto che in Gesù, ospite, c’è la presenza di Dio che le può offrire la miglior parte: parole di vita, parole di speranza. Maria coglie in Gesù la presenza divina e, «seduta ai piedi del Signore, ascolta la sua parola» (Lc 10,39b), come donna discepola del suo Maestro.

Accogliamo dunque l’altro come ospite e non come nemico dal quale difenderci! Riconosciamo nell’altro, rispettosamente accolto, la presenza divina che ha sempre qualcosa di bello e di buono da comunicarci, perché dove c’è accoglienza e ascolto dell’altro, si fa esperienza di Dio presente in mezzo a noi e lo Spirito Santo fa parlare Dio per noi anche attraverso le parole dell’ospite del quale ci siamo presi cura.

E se la casa di Marta e Maria fosse la nostra comunità cristiana? Gesù Cristo, il crocifisso risorto è il nostro ospite, è il centro d’attenzione di cui la nostra comunità vuole prendersi cura. Ma cosa è più importante, per una comunità cristiana? Diventare una efficiente agenzia di servizi religiosi in onore del suo Signore o diventare lo spazio e il tempo per sostare ad ascoltare le sue parole di vita?

Speriamo che le nostre comunità cristiane o il nostro gruppo di appartenenza siano soprattutto luogo e opportunità di sederci ai piedi del Maestro crocifisso risorto, mettendoci in ascolto della sua Parola! Allora si capovolge la situazione: non siamo noi che ospitiamo il Signore, ma è Lui che ci ospita e, mediante l’offerta delle sue parole di vita e di speranza, vive in noi. Ospitare l’altro ed essere visitati dalla Parola del Cristo crocifisso risorto quando siamo riuniti nel suo nome siano dunque le due esperienze che illuminano il nostro camminare da autentici discepoli di Gesù, in cammino verso Gerusalemme.

Don Franco Bartolino

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