XVII Domenica del t.o. (anno C) – Alla scuola della preghiera

Da quando qualche domenica fa è ripreso il cammino del tempo ordinario,  la liturgia della Parola  domenicale ci aiuta nel nostro cammino di sequela del Signore.Prima ci sono state date le condizioni per vivere questa sequela, “lascia che i morti seppelliscano i loro morti” (Lc 9,51-62), poi le modalità della missione di discepoli, pregate e andate (Lc, 10,2-3).

Da chi? Da chiunque il Signore pone sul nostro cammino per dargli una nuova possibilità e speranza di vita (parabola del Buon Samaritano, Lc 10,25-37).

E dopo aver seguito il Signore, dopo esserci seduti anche noi ad ascoltare la sua Parola  (l’episodio di Marta e Maria, Lc 10,38-42), arriva con il Vangelo di oggi (Lc 11,1-3), XVII domenica del Tempo Ordinario, la domanda: “Signore insegnaci a pregare”.

E Gesù lo fa con l’esempio (11,1) si trovava in un luogo a pregare, e con la Parola, quando pregate dite (11,2) e ci immerge nel suo rapporto filiale con il Padre indicandoci come poter dialogare con lui.

Prima si tutto ci dice che anche noi possiamo chiamarlo Padre e di conseguenza ci consegna la certezza di essere realmente suoi figli. E poi le richieste:

Sia santificato il tuo nome: santificare il nome del Padre significa che venga riconosciuto in tuto il suo nome e la sua azione.

Venga il tuo regno: chiedere che venga il regno significa domandare che l’umanità sia guidata dalla sua Parola affinché ci guidi a un regno di verità, giustizia e pace.

Dacci ogni giorno il nostro pane: la richiesta del pane è la richiesta di tutto ciò di cui abbiamo bisogno per la vita del corpo e dello Spirito.

Perdona a noi i nostri peccati: il perdono lo invochiamo da Dio e ci impegniamo a  donarlo agli altri.

E non  abbandonarci alla tentazione: è chiedere il suo aiuto nel momento della prova.

Il brano evangelico di oggi continua poi con due brevi parabole che nel loro messaggio comune ci assicurano che ogni nostra preghiera verrà esaudita purché da parte nostra sia piena la fiducia.

Chiediamo anche noi al Signore di insegnarci a pregare, di insegnarci una preghiera che sia capace di richiedere ma anche e soprattutto di ringraziare, di affidarci pienamente alle Sue mani. Chiediamo al Signore il dono dello Spirito Santo che è l’Unico capace di insegnarci che cosa chiedere.

  suor Assunta Cammarota

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