XX domenica t.o. anno B – il pane della comunione

Siamo nel sesto capitolo del vangelo di Giovanni. Le parole di Gesù sono difficili e dure, generano confusione, incredulità, rifiuto e abbandono della sua sequela da parte di molti. Questa folla ha ancora fame, ma non riesce a vedere in Gesù colui che può saziare ogni fame. Forse perché troppo concentrati sulla fame fisica, immediata, non proiettati verso un’esistenza che parla di futuro. Il Dio atteso e invocato da secoli con un grido desideroso di squarciare i cieli, ora è davanti a loro, ma i loro occhi e il loro cuore non sono pronti per accogliere un Dio così vicino. Anche i discepoli saranno tentati di interrompere il cammino con il Maestro.  Gesù si proclama “pane della vita”, il ponte che unisce cielo e terra. Non c’è altra via per il cielo se non la sua carne e il suo sangue. Ancora una volta il Signore Gesù ci insegna che il dono vero passa per il corpo, che non c’è niente di più concreto dell’amore, ma neanche niente di più sublime…perché qui non è in gioco solo la lunga o breve vita su questa terra. La posta in gioco è molto più alta, è la vita eterna che comincia dall’accogliere il Figlio di Dio nella sua carne, nella sua umanità donata totalmente.  L’ evangelista precisa che i giudei discutono aspramente: “Come può costui darci la sua carne da mangiare?” Impossibile per loro immaginare che sul Golgota si sarebbe compiuto tutto, proprio come conseguenza del rifiuto della logica di Gesù. Perché non si tratta di considerare difficile un discorso, ma una logica che rovescia tutto quello che sanno e tutto quello su cui hanno costruito la loro religione senza far crescere la fede.  Tre i doni che Gesù ci dà nel suo corpo e nel suo sangue: la vita, la risurrezione e la comunione con Lui. E allora in questa domenica siamo invitati a discernere ciò che sfama, ma non elimina la morte come la manna dei padri nel deserto da ciò che viene dal cielo e dona la vita per sempre. Nell’Eucarestia viviamo proprio il cielo in terra sperimentando così quella comunione che si comincia qui e continua nell’eternità.

sr Giuliana Imeraj

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