XXI domenica del t.o. – Signore, da chi andremo?

Oggi, 21° domenica del tempo ordinario, la liturgia ci offre la conclusione del discorso di Gesù sul Pane di vita che ci ha accompagnato nelle ultime domeniche e ci invita ad una solenne professione di fede: “Signore da chi andremo? Tu ha parole di vita eterna”.

Dopo aver ascoltato Gesù, i discepoli manifestano la loro inquietudine per le affermazioni non razionali del Maestro, le quali, umanamente parlando, sono difficili da accettare.

Il linguaggio di Gesù è “duro” non perché non sia comprensibile, ma perché è difficile da accettare per le conseguenze che comporta. Ma Gesù ci indica il mezzo affinché la Sua parola possa diventare per noi vita: affidarsi allo Spirito del Signore. Senza il Suo Spirito non possiamo comprendere la Sua Parola, adorare l’Eucarestia, guardare il mondo e le cose con i Suoi occhi. La Parola ci mette continuamente davanti a delle scelte non sempre facili e anche a noi sembra dura e incomprensibile. Ma il Signore ancora oggi ci dice che davanti ad essa bisogna prendere una decisione, una decisione coerente con i suoi insegnamenti.

Alcuni dopo queste affermazioni di Gesù hanno preferito andarsene. Allora Gesù si rivolge agli apostoli e a noi e dice: “Volete andarvene anche voi?”. E Pietro risponde: “Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna.” Pietro e i discepoli hanno capito che seguire Gesù è un cammino in salita, impegnativo, che dopo l’invito ad abbandonare tutto ora gli indica come strada il dare la vita. Non è sufficiente rinunciare alle proprie cose, ai propri affetti, la sequela a Gesù comporta anche dare la propria vita: “dare da mangiare la propria carne per la salvezza del mondo”. Viene un momento in cui bisogna decidersi per Gesù. “Signore, tu solo hai parole di vita eterna”. E’ una professione di fede. Dinanzi al Signore che rivela la sua identità più profonda di Figlio inviato dal Padre come cibo per la salvezza del mondo i dodici rinunciano a discutere in termini puramente umani e credono.

Credere non è rinunciare a capire, credere è capire che c’è una possibilità che ancora non conosco, ma è una certezza: so che è il Signore.

Chiediamo al Signore il dono del suo Spirito affinché anche nella nostra fragilità, nel nostro dubbio, nel nostro peccato possiamo ripetergli: “Tu hai parole di vita eterna”.

sr Maria Assunta Cammarota.

 

 

 

 

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