XXII domenica del t.o. anno B – L’essenzialità e la libertà del Vangelo

In queste domeniche agostane la liturgia ci ha fatto riflettere e meditare sul discorso del Pane di vita, il Vangelo di Giovanni aveva interrotto il racconto di Marco che oggi riprende.

E ci presenta Gesù circondato da scribi e farisei, gli esperti della Legge e i severi osservanti della religiosità altrui: “Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?” (Mc 7,5-6). Gesù, in ogni incontro e anche questa volta, è duro con loro; usa parole pesanti  “razza di vipere”, “ipocriti”, ” sepolcri imbiancati “, “guide cieche” Mt 23, 1-39)… Essi sono chiusi allo Spirito, incapaci di vedere il bene, di cogliere i segni della profezia; ancorati alla Legge e alle prescrizioni. Gesù, appena nel capitolo precedente (Mc 6), aveva moltiplicato il pane, guarito malati, storpi, ciechi…eppure questa delegazione di esperti, di saccenti delle cose di Dio, non pone attenzione al flusso di bene che scaturisce da Gesù. Si sono messi in viaggio da Gerusalemme a Cafarnao, ma non cercano la verità, cercano solo conferme ai loro pregiudizi. La loro religione sta tutta qua, in questa osservanza esteriore, rigorosa, a volte violenta, della legge; “…legano dei fardelli pesanti e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li vogliono muovere neppure con un dito” (Mt 23, 4).

Gesu tenta a più riprese di rompere i loro schemi in cui hanno rinchiuso Dio e la religione…  Erano 613 i precetti e le norme che ogni pio israelita doveva osservare! Gesù tenta di far comprendere loro quello che un giorno aveva cercato di far comprendere alla samaritana: “Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità […] Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”(Gv 4, 23-24).  Si adora Dio nella verità della propria vita, non si può imprigionarlo o ridurlo nelle nostre categorie: “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va” (Gv 3, 8).

Gesù rompe con le pratiche religiose del tempo e inaugura il tempo dello Spirito…Supera la religione con la fede che, quando è vera, è sempre un’esperienza liberante.  “Quando un uomo e’ libero, allora e’ un uomo perfettamente religioso , cioè vive in una dimensione di coscienza cosi’ sconfinata, così nuova, così viva, che si muove con le sue proprie gambe, pensa con il suo pensiero, sente con il suo sentimento e valuta e decide le sue azioni in conformità a questa sua coscienza interiore che e’ stata liberata dalla sua partecipazione alla grande avventura cristiana” (Vannucci).

La fede che Gesù ci dona è esperienza liberante ed estroversa che ci apre agli altri e al mondo…”La spiritualità non è disgiunta dal proprio corpo, né dalla natura o dalle realtà di questo mondo, ma piuttosto vive con esse e in esse, in comunione con tutto ciò che ci circonda” (Laudato si’ nr. 216).

Saremo giudicati non sulle nostre osservanze esteriori, ma su quanto avremo cercato- nella verità del nostro cuore – l’incontro con il Signore e con il resto dell’umanità.

viola Mancuso, pme

One thought on “XXII domenica del t.o. anno B – L’essenzialità e la libertà del Vangelo

  1. Sr. Aparecida, pme

    Si: l’essenzialità! Ed è proprio questo che le nuove generazione cercano perche di questo sentono bisogno per rispondere alla sede di verità che portono dentro il cuore. Se a volte li vediamo confusi o indiferenti forse siamo noi che ancora non sappiamo propirzionare l’incontro vero con la libertà che Cristo Gesù offre a tutti nel Vangelo di ogni giorni. Che lo Spirito ci conduca per l’estrade della Sua Verità.

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