XXV Domenica del t.o. anno B – Accoglienza e umiltà

Il vangelo di oggi (Mc 9,30-37), XXV domenica del tempo ordinario, inizia con la narrazione del secondo annuncio della Passione, morte e resurrezione di Gesù.

Così come nel primo annuncio, raccontato dall’evangelista Marco nel capitolo precedente, i discepoli sono spaventati ed hanno paura; loro continuano a sognare un Messia glorioso, mentre Gesù presenta la sua vita come un “essere consegnato nelle mani degli uomini” (V.31). Essi sono preoccupati di stabilire chi sia tra loro il più grande e chi deve comandare, mentre Gesù invita a servire.

Fa molto stridore il contrasto tra il dono della vita da parte di Gesù e la ricerca di potere da parte dei Dodici. Gesù ancora una volta non li rimprovera, ma cerca di prepararli indicandogli la giusta via da seguire, quella del servizio umile e disinteressato: “Se uno vuol essere il primo sia l’ultimo e il servo di tutti” (v.35)

Questo atteggiamento di donazione totale costituisce il discepolo nella sua autentica dignità; questo atteggiamento se interiorizzato e assunto prepara alla passione e alle sue conseguenze. Il messaggio di Gesù è ulteriormente esplicitato nel simbolo del bambino, operando un salto di qualità nella figura che esso aveva in quel tempo. I bambini rappresentano la totale disponibilità e l’abbandono senza calcoli, doppiezze e interessi.

Con il messaggio di oggi Gesù invita anche noi a prepararci per salire alla nostra Gerusalemme, al nostro incontro con Dio. E’ una strada in salita e non priva di difficoltà, ma Egli ci indica la via: la scelta dell’ultimo posto e l’accoglienza di coloro che non contano come i bambini.

Chiediamo al Signore di venirci incontro nel nostro continuo bisogno di emergere facendoci mettere le nostre potenzialità, i nostri doni, a servizio dell’amore, facendoci l’ultimo di tutti e il servo di tutti.

suor Assunta Cammarota

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