XXVII domenica del tempo ordinario – Famiglia, diventa ciò!

In questa 27^ Domenica del Tempo Ordinario siamo chiamati a riflettere su un argomento spesso tanto discusso nei nostri giorni, quello della famiglia, mistero di unità che si realizza fra l’uomo e la donna nell’unione del matrimonio.

Nel vangelo di Marco, i farisei, volendo mettere alla prova Gesù per poi incolparlo di un qualche reato, lo interrogano circa la possibilità di divorzio che, secondo la legge di Mosè, era possibile praticare dai soli uomini del popolo di Israele (Dt 24,1-4).

Gesù, come sempre, non si lascia trarre in inganno e va direttamente al centro del problema ricordando loro che il cuore dell’uomo dopo il peccato è diventato insensibile e di pietra perdendo così la sua condizione originaria di essere con, essere per ed essere in Dio e con gli altri. L’alleanza si infrange e l’uomo si scopre solo, limitato e chiuso in se stesso. Ma all’inizio non fu così: Dio creò l’uomo e la donna perché i due vivessero insieme e fossero una carne sola (Gen 2,24). È questa la vocazione originaria di ogni essere vivente: vivere la vita come dono rispondendo nella fede al piano originario di Dio; solo così potremo evitare di cadere in un nuovo legalismo o formalismo come quello dei farisei del tempo e potremo comprendere che amare ed amarsi nella reciprocità è sì difficile perché spesso la durezza del cuore, l’egoismo, la superbia, la prepotenza prendono il sopravvento, ma che è anche una scuola di vita in cui si impara a scoprire l’altro non come oggetto di possesso o mezzo da manovrare a proprio piacimento, bensì un altro da accogliere e valorizzare per dare vita alla “diaconia”, al servizio reciproco nella coppia, nella famiglia, nella Chiesa.

Gesù ci insegna che la via per realizzare tutto ciò è la semplicità: diventare come bambini, come persone cioè che nella fede sanno di non essere soli ma sempre illuminati e guidati dal Padre a cui potersi sempre affidare con tutto il cuore certi di trovare aiuto, comprensione, ristoro.

Signore, ti ringraziamo di averci dato l’amore.
Ci hai pensato “insieme” prima del tempo
e fin d’allora ci hai amato così,
e ci hai creato l’uno per l’altro.
Il nostro amore è nato dal tuo, immenso, infinito.

Signore, che tutto conosci,
fa’ che noi pure ci conosciamo profondamente.
Che le difficoltà e le asprezze dell’indole,
i piccoli malintesi, gli imprevisti e le indisposizioni
incontrino in noi la generosa e cortese volontà
di sacrificarci, di capire, di perdonare. Amen (S. Perico S.J.)

suor Simona Farace

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