XXXI Domenica del t.o. Anno A- Uno solo è il vostro maestro…

Due pensieri fondamentali, a mio avviso, si riscontrano, oggi, in questa pericope evangelica strettamente collegati fra di loro.

Il primo è che il nostro essere cristiani, non dipende tanto dalle tante opere esteriori che compiamo, quanto dall’intenzione con cui le facciamo; il “fariseismo” che Gesù condanna nel Vangelo, infatti, è il desiderio di apparire di fronte agli altri, anziché agire nel nome di Dio e questa è una tentazione pericolosa in cui tutti possiamo incorrere soprattutto se, e qui è il secondo punto, ricopriamo, all’interno della comunità religiosa, ruoli di guide con forti responsabilità verso gli altri.

I doni che ci vengono affidati da Dio e la missione che da lui riceviamo, a volte, vengono esercitati non per l’utilità comune, ma per il proprio prestigio personale. Quello che Gesù rimprovera ai farisei è la loro ipocrisia (v. 3) in quanto essi “dicono ma non fanno” (vv.5-7) nascondendosi dietro una presunta santità che credono di avere più e meglio degli altri. Di fatto, essi cercano i primi posti, allungano le frange dei loro abiti (v.v 5-6) affinché tutti li possano notare, salutare e rendere loro omaggi, tributi, saluti.

Al cristiano, Gesù ricorda che non si può vivere così con ambizione, vanità, ipocrisia ma che bisogna essere umili, alla ricerca della propria intimità con Dio e nella costruzione di rapporti che siano veri. Il Maestro è lui, la Guida è lui, noi siamo suoi discepoli e in lui siamo tutti fratelli, figli di un unico Padre (v. 9). Nelle nostre comunità ecclesiali, ognuno di noi vive un servizio ministeriale diversamente articolato, ma solo se esercitato nello spirito del Signore, che è spirito di servizio, di donazione, di accoglienza, potremo costruire una comunità di fratelli, altrimenti rischieremo di perderci nell’ostentazione del  nostro fare, del primeggiare, dell’ambizione.

Accogliamo l’invito del Signore, lasciamoci conquistare da lui e come veri discepoli che ascoltano la sua Parola, interiorizziamola nel nostro cuore e condividiamola con i fratelli.

suor Simona Farace

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