XXXII Domenica del Tempo Ordinario/B – Il dono della vedova

   Il testo evangelico di questa domenica ci propone un attacco molto duro di Gesù verso gli scribi e i farisei, diventati nel mondo cristiano figure tipologiche, che incarnano perfidia, ipocrisia ed orgoglio. Gesù osserva, vede, comprende, discerne, è vigilante e trae dalla concreta realtà lezioni di vita. Nota che ci sono  alcuni che versano nel tesoro del tempio grandi somme di denaro; ma non gli sfugge  tra tutti una donna, per di più vedova, una persona che non conta nulla in un mondo dominato da uomini. Questa povera donna avanza tra molti altri, nella sua umiltà e sembra che nessuno la consideri. Gesù, invece, la nota e l’addita tra tutti come la vera offerente, la persona capace di fare un dono, di dare gloria al Signore . Costei getta solo due spiccioli, due piccole monete ed ecco che Gesù commenta il suo gesto furtivo. Con esso la donna, in silenzio, esprime la sua preghiera, la sua fede ,il suo  amore. L’obolo è insignificante, ma il dono è totale; tanto più grande quanto meno lo ostenta,  anzi cerca di nasconderlo. Gesù l’ ha ammirato  e lodato, mettendo in evidenza ciò che davvero vale. Anche nei nostri confronti, Egli non misura in cifre quello che doniamo, ma in amore; lo valuta secondo il metro dei valori interiori, arriva al cuore, è attento ai più piccoli gesti da noi compiuti per il bene degli altri; nulla è piccolo quando parte dalla pienezza del cuore. Donare come la vedova, è donare come fa Dio, che offre la sua stessa vita divina. Il testo interpella ogni credente sul come  dona: ”Dio ama chi dona con gioia”( 2 Cor 9.7); chi dona con gioia trova la sua ricompensa non nello sguardo ammirato degli altri uomini, ma nell’amore di Dio.Donare diviene così esperienza di essere amati , più che espressione di protagonismo. Donando, entriamo nel cuore della vita, nella sua dinamica profonda. Non è la quantità che conta, ma il cuore; la fede della vedova è viva, le allarga il cuore, le dà la gioia di sentirsi figlia di Dio, così sicura del suo amore, da donare tutto quello che possiede. La misura della generosità non è da calcolare con il tanto o il poco, ma da quanto ci costa realmente il dono che offriamo: è troppo facile dare il superfluo, come fanno i ricchi. A Gesù non interessa il dono , ma chi lo dà; ed è la persona che dà valore al suo dono. Quella vedova ha voluto condividere  tutto quello che aveva; ha voluto che il suo poco fosse dono per gli altri, per Dio. Ha fatto un salto nel buio , si è disfatta anche di ciò che poteva creare una piccola sicurezza  umana, la sicurezza del concreto domani. Lo ha fatto, affidandosi totalmente a Dio, per condividere il suo bene con gli altri, ha davvero in sé l’amore di Dio e del prossimo. Questa vedova, sconosciuta dal mondo, è l’immagine del vero credente, del discepolo di Cristo; diventa per tutti noi maestra di vita, ci invita a dare tutto nel silenzio e nell’amore, e Dio che legge i cuori ricompenserà non la quantità dei gesti eclatanti, fatti per mettere in mostra noi stessi, ma la qualità, l’intenzione, ciò che è nel nostro cuore.  Chiediamo oggi al Signore di ammetterci alla scuola di questa povera vedova, che Egli fa salire in cattedra e ci lascia come maestra di vangelo vivo e chiediamo il dono di un cuore povero, ma ricco di generosità lieta e gratuita.

                  sr Annafranca Romano

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