XXXIV domenica delt.o. (anno B)- La logica capovolta di Dio

Oggi, XXXIV domenica del tempo ordinario, si celebra la Solennità di Cristo Re dell’Universo e con essa la conclusione dell’anno liturgico.

L’evangelista Giovanni, nel brano che la liturgia oggi ci offre, 18,33b-37, ci porta nel Pretorio di Gerusalemme dove avviene il dialogo tra Gesù e Pilato. E’  il dialogo tra due logiche, quella divina e quella umana. La logica umana che ci abitua a pensare alla regalità come sinonimo di potenza e di gloria, viene messa di fronte alla logica divina che ci presenta un re senza potere, un re povero, un re che si mette al servizio dei più piccoli, un re appeso ad una croce, cinto da una corona di spine che è così trasfigurato tanto da avere bisogno di un cartello che ci indichi chi sia: “Gesù Nazareno Re dei Giudei”.

Si tratta di una regalità scomoda, poco comprensibile ai nostri occhi fino a quando non la guarderemo e la assumeremo con gli occhi dell’amore che considerano quella croce come segno estremo di una vita che si fa servizio e dono. Qui la prospettiva è capovolta: la storia non è guardata dal punto di vista dei potenti, ma da quello dei più piccoli. Come in tanti altri momenti il racconto biblico mostra come Dio operi nella storia a partire da quelli che sembrano gli ultimi, le persone inutili, i servi, i bambini, gli umili. Questo è il nostro re, il nostro Dio!

Chiediamo a Lui di concederci di riconoscere la sua regalità non solo a parole, ma facendo crescere in noi e tra di noi il suo regno, mettendo Lui al centro del cuore e della mente, per essere nel mondo testimoni della Sua presenza.

Sr Maria Assunta Cammarota

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