2^  DOMENICA DI QUARESIMA – anno B

Mc 9,2-10

Questa domenica la liturgia ci fa fare un passaggio veloce dal deserto al monte, dove la costante rimane il profondo rapporto di Gesù con il Padre.  Nel deserto Gesù unito al Padre vince la tentazione ed è pronto per annunciare il Regno di Dio, sul monte di nuovo una profonda esperienza che, però, questa volta coinvolge anche i tre discepoli. Su quel monte succedono tante cose, Gesù che si trasfigura, la presenza di Elia e Mose e poi la voce del Padre che conferma la missione del figlio e invita ancora una volta all’ascolto.

È proprio “ascolto” la  parola chiave di questo Vangelo, in tutta la storia della salvezza vediamo che la relazione tra Dio e gli uomini poggia sulla capacità dell’ascolto reciproco. Dio ascolta il suo popolo e il popolo è costantemente richiamato ad ascoltare il suo Dio… E’ ciò che hanno fatto Mosè ed Elia.

Sul monte Tabor avviene quindi una sintesi perfetta, lo stesso Dio che ha sempre accompagnato il suo popolo è lì presente in Gesù annunciando, attraverso la trasfigurazione,  che la nostra vita è chiamata alla luce completa, alla liberta totale, alla risurrezione che supera per sempre la morte. Tutto questo non avviene rimanendo sul monte, ma scendendo e ascoltando: “Questi  è il figlio mio, l’amato: ascoltatelo!”.   E’ l’ascolto di Lui che ci rende nuovi, luminosi, credibili, ascoltando non solo ciò che dice, ma anche le sue scelte. Bisogna ascoltarlo soprattutto quando si avvia verso Gerusalemme dove tutto si compirà in un meraviglioso progetto d’amore che passa per il dolore  e la morte, ma che culmina nella Resurrezione.

suor Giuliana

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