24^ Domenica Ordinaria (B)

Ma, voi chi dite io sia? …Tutti alla scuola di un maestro esigente—-   

Anche in questa domenica il Vangelo di Marco ci presenta Gesù in viaggio. È con i suoi discepoli ed è il momento giusto per fare una verifica. Sembra che Gesù voglia fare il punto della situazione, capire cosa la gente ha compreso del suo messaggio, della sua presenza. Sappiamo infatti che la sua fama si è diffusa. Per fare questo sondaggio si fa aiutare dai suoi discepoli: “La gente, chi dice che io sia”?

La gente si è fatta un’idea di Gesù, lo identificano con grandi figure: Elia, Giovanni Battista, uno dei profeti. È strano che Gesù non commenti affatto la risposta dei discepoli sul parere della gente, e continua con un’altra domanda: ”Ma, voi chi dite io sia?  Domanda impegnativa come tutte le domande di Gesù, come quando ci chiede chi cerchiamo, come quando ci domanda se vogliamo essere guariti, come quando domanda a Maria al sepolcro “Donna perché piangi?”.  Gesù così ci educa a mettere fuori il meglio di noi, i desideri più veri e profondi, ci coinvolge in prima persona, insegna a diventare responsabili, a non appoggiarci sulle opinioni altrui, sul pensiero della gente e della folla. A questa seconda domanda risponde solo Pietro: “Tu sei il Cristo”. Ed è facile immaginare un pò di silenzio da parte degli altri, silenzio  riempito da timore e disagio… Non è facile dire chi è Gesù e chi è Gesù per me.  Di sicuro una cosa emerge chiara: è un maestro esigente, che non vuole illudere nessuno sulla sua persona, che non ambisce ad avere tanta gente che lo segua, ma discepoli fedeli alla sua scelta di dare la vita.

Gesù dice ai discepoli cosa significa per lui essere un messia, anticipa la lezione del dono che comporta sofferenza, ma loro non sono affatto pronti per questo discorso.  Pietro è pronto invece a suggerire altre soluzioni, scorciatoie…perché poi soffrire? Gesù lo invita a prendere il suo posto di discepolo, ancora ha tanto da capire. Sta con Dio Pietro, con il Messia che aveva appena riconosciuto e confessato, ma pensa ancora troppo come gli uomini, c’è bisogno di altro cammino, un cammino dietro a Gesù  per vedere il maestro come fa.  Bisogna perdere la propria vita, rinnegare se stessi, seguirlo.

È chiaro, stare con Gesù non porterà nessun vantaggio mai, non è garanzia di successo nè di consensi, è semplicemente percorrere una strada, in salita, e scommettere con lui sulla causa del Vangelo.

suor Giuliana Imeraj

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *