25^ Domenica Ordinaria (B)

PRIMI PER SERVIRE

In questo brano del Vangelo di questa domenica ritroviamo Gesù in viaggio. È con i suoi discepoli, per loro ha riservato ancora una lezione, torna a parlare del suo passaggio pasquale, vorrebbe a tutti i costi far capire almeno agli intimi qual è il vero senso della sua venuta sulla terra. La vita nuova che attraversa la morte.

Una lezione che proprio non vuole arrivare ai destinatari, i discepoli non capivano, ma neanche avevano il coraggio di interrogare il Maestro. Certe verità e certi insegnamenti è meglio non capirli, si è meno responsabili, comprendere significa anche poi condividere, aderire, fare proprio…E per tutto questo i discepoli non sono pronti. Sono troppo impegnati ad affrontare un discorso più concreto, reale, c’è da decidere chi è il primo. Qui si dividono le logiche, Gesù pensa a dare la vita, da ultimo, i discepoli pensano ai risultati immediati della loro sequela, del loro appartenere ad una comunità. È difficile unire queste due logiche perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie – oracolo del Signore. (Is 55,8)

Gesù, a differenza degli apostoli, non rinuncia a fare domande, a riportare alla verità del proprio cuore: “di che cosa stavate discutendo per la strada?” e ancora una volta ritroviamo il silenzio imbarazzante dei discepoli, consapevoli almeno di essere molto lontani dalla scelta di Gesù che è una scelta di sevizio e di dono, di totale cambiamento. Richiede infatti una decisione di mente e di cuore; “se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti”. Poche parole, chiare, taglienti, forti, si può essere primi, senz’altro, ma nel servizio, nella disponibilità a dare e condividere, nella scelta di abbassarsi e lavare i piedi, nel dare la vita per la gioia degli altri.

Gesù ha solo anticipato con le parole quanto poi farà e la sua lezione sarà evidente e solo allora finalmente i discepoli capiranno e sceglieranno la via del Maestro. Per ora Gesù mette in mezzo a loro un bambino come per dire che il cammino di vera crescita è all’inverso, bisogna tornare ad essere bambini per diventare uomini liberi, puri, senza pretese, capaci di meraviglia e stupore, felici perché certi di essere amati. E chi scopre di essere veramente amato non cerca nessun posto, nessun potere…perchè chi è con Dio è già potente.

suor Giuliana

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