V Domenica di Pasqua

Gv 15,1-8

Anche in questa domenica il vangelo di Giovanni ci aiuta a comprendere ancora di più l’identità di Gesù, anzi è lo stesso Gesù che dopo essersi definito “buon pastore” e “porta”, oggi ci dice di essere la “vera vite”.                                                                  Ricorre ad un’immagine semplice, viva per raccontare Dio, la nostra vita, la nostra fede: Egli la vite, noi i tralci, Dio  il contadino che con pazienza e amore si prende cura della sua creatura. Gesù ricorre ad  una parabola per farci comprendere il suo rapporto con il Padre e  esortarci così a curare la nostra relazione con Dio che è una relazione di reciprocità e responsabilità, di scelte radicali, appassionate… affinchè ci sia “molto frutto”. Perché solo ciò che si ama cresce, matura, si moltiplica.

E’ ancora un invito accorato, insistente e dolce nello stesso tempo a rimanere non solo con Lui, ma in Lui. A Dio interessa che la nostra vita sia feconda e bella.

Ci vuole in lui, non per Lui. Per noi, per la nostra gioia. Facciamo parte di Dio, siamo uniti a Lui in maniera indissolubile, se ci taglia è solo perché ci vuole migliori. È questa la promessa per chi è suo discepolo, avere tutto in comune con Dio, tanto da poter chiedere qualsiasi cosa ed averla, così come nella propria casa. Perché nel cuore di Dio noi siamo di casa. Oggi il Signore ancora una volta con tenerezza ci chiede semplicemente di rimanerci.

Suor Giuliana

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *