Ilia Corsaro, totalmente abbandonata alla divina Provvidenza, come Chiara d’Assisi, con audacia difese dinanzi ai suoi superiori ecclesiastici – prima mons. Giuseppe Petrone (1921-1933) e poi mons. Alfonso Castaldo (1934-1966), vescovi di Pozzuoli – il privilegio di una povertà radicale.

Adorazione eucaristica di giorno e di notte, catechesi parrocchiale  ai piccoli e agli adulti, ritiri spirituali ai giovani, evangelizzazione nelle periferie dei quartieri occidentali di Napoli, sostegno morale e materiale alle famiglie in difficoltà: queste furono le attività delle prime sorelle in Bagnoli e zone limitrofe.  

Ilia Corsaro

Il vescovo Giuseppe Petrone, che aveva avuto modo di conoscere bene Ilia Corsaro anche negli anni precedenti la fondazione, nel 1932 benedisse l’Oratorio annesso alla casa  presa in affitto e permise che si custodisse il SS. Sacramento. La Pia Unione fu quindi riconosciuta come Centro Catechistico e le congregate denominate Piccole Missionarie Eucaristiche. Tuttavia,  il  suo successore, mons. Alfonso Castaldo, messo al corrente dell’opera nascente, non ritenne opportuno concedere il permesso di far indossare alle giovani un abito comune, anzi non fece nemmeno la visita pastorale al Centro catechistico.  Anche in seguito, il Pastore, pur apprezzando il lavoro apostolico del piccolo gregge a lui affidato, ritenne di non poterlo presentare  a Roma povere come erano di numero e di mezzi. Infatti, per ben dieci anni, insieme alle giovani che il Signore le donava, la fondatrice, Madre Ilia Corsaro, rinunciò a qualsiasi lavoro retribuito per affidarsi totalmente alla divina Provvidenza. Soltanto nel 1938, per obbedienza al suo vescovo, accettò l’insegnamento al Liceo-Ginnasio vescovile di Pozzuoli,  mentre a Bagnoli le suore diedero inizio ad una prima attività educativa. Si allargò così, per tutta la famiglia religiosa, il campo di apostolato e fu particolarmente prezioso il contributo che la fondatrice diede alla formazione umana e religiosa delle studenti.

Nel 1938 una donazione favorì l’accoglienza dell’opera da parte del vescovo che si mostrò disponibile per presiedere la vestizione di dieci giovani suore e concesse anche il Decreto di approvazione ad experimentum (7 ottobre 1939). 

Negli anni del secondo conflitto mondiale la presenza delle suore fu di grande conforto spirituale e di aiuto materiale per le famiglie più povere e disagiate.

Negli anni del dopo-guerra, la fondatrice rispose con generosità alle continue richieste del suo vescovo Alfonso Castaldo che chiedeva la collaborazione delle suore per le opere socio-assistenziali delle quali, in diocesi, fu solerte ed attento promotore. Ella inviò suore  nei centri della diocesi – Monte di Procida, Quarto, Cappella, Pozzuoli, Soccavonegli orfanotrofi, nelle colonie vescovili e nei cantieri, tra gli operai, pur essendo consapevole che la sua obbedienza illimitata al vescovo rallentava l’espansione dell’Istituto fuori diocesi. Nel 1944 aprì una casa in Atripalda, diocesi di Avellino e nel 1945 a Piscinola, diocesi di Napoli. Qualche anno dopo (1949) l’Istituto aprì case a Marigliano (Na), a Ischia (Na), a Cesinali (Av). Negli anni Cinquanta aprì tre case in provincia di Cosenza: San Giacomo di Cerzeto, Torano Castello, Regina.

Negli anni del Concilio Madre Ilia fu guida saggia  e prudente,

ne colse lo spirito di autentico rinnovamento e coinvolse le suore in un cammino di crescita spirituale e culturale.

PMECon l’apertura di nuove case, rispose alle urgenze di evangelizzazione che le venivano segnalate dai vescovi della Campania: una casa a Forchia, (Bn) e una casa a S.Angelo d’Alife, (Ce).  Nel 1968 indisse il Capitolo speciale per  la revisione delle Costituzioni  e, nel 1972 il primo Capitolo generale, manifestando con lettera circolare il suo desiderio di “deporre il superiorato” decisione che, però, non fu esaudita perché  rieletta all’unanimità.

Una missione in Svizzera (1972) e un’altra in Brasile (1974) furono segni visibili della vitalità dell’Istituto che il 13 giugno del 1974 ebbe dalla Santa Sede il decreto di Lode che fu consegnato a Madre Ilia Corsaro dall’allora vescovo di Pozzuoli, mons. Salvatore Sorrentino (1974-1993).

Subito dopo si manifestò il male inguaribile che Madre Ilia visse con l’abituale serenità e abbandono in Dio fino all’alba del 23 marzo 1977, giorno del suo Dies Natalis.  

Negli anni seguenti lo spirito della fondatrice ulteriormente compreso e assimilato attraverso i suoi scritti, ha donato nuova linfa alla Congregazione che ha risposto al grido dei “piccoli” in Albania e in Perù e alle nuove esigenze del mondo

Attualmente è in corso la causa di beatificazione della Serva di Dio, Madre Ilia Corsaro mentre “l’ultima pianticella del Serafico Padre” come ella era solita definire la sua Congregazione fiorisce nella Chiesa di Dio e rende lode al Padre nel silenzio, nel servizio, nell’adorazione eucaristica.

La Curia generale ha sede in via Ilioneo, 96 – 80124 - Napoli, casa madre

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sito: www. piccolemissionarie.org

L’Istituto in Roma non ha né la Curia generale né la Casa di procura. L’Istituto non è strutturato in Province.  Ha una Delegazione in Brasile che comprende anche il Perù.

L’Istituto è presente in Brasile (1974), Albania (1993), Perù (2000), Africa (2017).

 

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