L’azione liturgica dell’Eucaristia è chiamata a coinvolgere totalmente il corpo personale e comunitario dei fedeli nel Mistero della Pasqua del Signore. In questo incontro tutti i sensi del credente sono raccolti e coinvolti, in una progressione che va dal vedere all’ascoltare, sino al contatto più intimo che si dà nell’esperienza del mangiare e del bere.

I riti di inizio

 All’inizio è coinvolto in modo particolare il senso della vista. Nei riti della soglia, che hanno per obiettivo quello di radunare la comunità e disporla alla celebrazione, l’assemblea assume la propria fisionomia di corpo radunato intorno alla mensa della Parola e del Pane, per riconoscersi fin da subito come corpo di Cristo e famiglia di Dio.

Radunandosi “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”, l’assemblea si riconosce già visitata dalla presenza del Signore promessa a quanti si radunano nel suo nome (cf. Mt 18,20).

Il Kýrie eléison, che nella nuova edizione del Messale e stato custodito nella lingua originale con cui i vangeli sono stati scritti, e un rito autonomo rispetto all’atto penitenziale: e una acclamazione a Cristo e nello stesso tempo un’invocazione dello sguardo del Signore misericordioso su di noi, per accogliere la sua benevolenza e il suo perdono.

La nuova edizione del Messale ci riconsegna la forma rituale dei riti di inizio senza variazioni di rilievo. Sappiamo come negli affanni della vita sia particolarmente difficile attraversare la soglia della preghiera per sentirsi coinvolti nella dimora della liturgia: per questo motivo, la cura per i riti di inizio e per i suoi gesti che vanno alla ricerca del Signore misericordioso costituirà un punto di particolare importanza nella recezione della nuova edizione del libro liturgico.

                                                                                                       don franco Bartolino