Nella liturgia eucaristica e il progressivo venire a contatto con il gesto di amore di Gesù che dona la vita, attraverso le mani che si aprono (presentazione dei doni), si alzano a benedire e rendere grazie, si tendono a invocare (epiclesi) e si elevano ad offrire (preghiera eucaristica), per poi aprirsi ancora a stringere nel segno di pace, a spezzare nella frazione del pane e a ricevere il Dono nella comunione.

La comunione eucaristica e il culmine del contatto spirituale, che si fa assimilazione e gusto, per “gustare e vedere come e buono il Signore” (cf. Sal 34,9). L’intimità e l’immediatezza dei fanno della comunione eucaristica la sorgente e il culmine di una mistica cristiana che non teme di consegnare il dono più spirituale nell’esperienza più materiale.

Al linguaggio intenso del tatto e del gusto corrisponde il linguaggio intenso e sfuggente dell’olfatto, che accompagna silenzioso i vari momenti della Messa, sottolineando soprattutto le fasi di passaggio: l’incenso nella processione iniziale, nella proclamazione evangelica, nel passaggio alla liturgia eucaristica, durante l’offertorio.

                                                                                                                  don Franco Bartolino