Tutti i sacramenti trovano la ragione del loro legame costitutivo nel fatto di essere sgorgati, secondo la felice immagine patristica, dal costato aperto di Cristo sulla croce. L’esistenza umana del credente, con le sue delicate fasi e soglie di passaggio, e ospitata dall’Eucaristia: in essa riceve forza, da essa e plasmata, ad essa e orientata.

Il cammino di iniziazione cristiana, con i suoi graduali passaggi, ha come punto di riferimento la possibilità di accedere all’Eucaristia. Veniamo battezzati e cresimati in ordine all’Eucaristia (Sacramentum caritatis, 17), che mantiene vivi in noi i doni del Battesimo e della Cresima. Proprio in quanto dono che si riceve ogni domenica, essa può essere ritenuta il sacramento della maturità cristiana.

Nel sacramento della Penitenza, il battezzato peccatore e accolto, illuminato e accompagnato dalla cura materna della Chiesa perché, lasciandosi toccare con mano dalla misericordia del Padre, già sperimentata nel Battesimo, ritorni a partecipare con cuore nuovo, libero e grato all’Eucaristia. Nella stessa struttura rituale dell’Eucaristia sono molti gli elementi che invitano a riconoscere il peccato e a invocare la misericordia del Padre.

Nella prova dall’esito sempre imprevedibile della malattia grave, l’Eucaristia e donata come viatico e si accompagna al sacramento dell’Unzione degli infermi, come forza e conforto.

Il sacramento dell’Ordine si comprende alla luce dell’Eucaristia, per la quale e disposto e, al tempo stesso, in rapporto al Corpo ecclesiale di Cristo, di cui il ministro ordinato e al servizio perché al popolo pellegrinante nel tempo non venga a mancare ciò che e necessario per vivere come comunità della nuova alleanza, tempio della lode e casa della carità.

Presiedere l’Eucaristia esige pertanto che ogni azione e parola lasci trasparire il primato dell’azione di Cristo e perciò venga evitato ogni atteggiamento che possa dare la sensazione di cadere in forme di personalismo o di protagonismo. L’alleanza nuziale, infine, conserva anch’essa uno speciale rapporto con l’Eucaristia, perché entrambi sono manifestazione del dono nuziale di Cristo per la Chiesa, sua sposa.

Se risulta utile richiamare la relazione costitutiva tra l’Eucaristia egli altri sacramenti, e però necessario interrogarsi sui tempi e i modi opportuni di realizzare questo legame nella pratica liturgica. L’eventuale celebrazione degli altri sacramenti nel contesto dell’Eucaristia crea una situazione delicata, che interpella l’ars celebrandi della comunità tutta. Non sempre questo inserimento e possibile e conveniente, ma in ogni caso si tratta di un’opportunità per riscoprire il carattere eucaristico di tutta la vita cristiana.

                                                                                                                    don Franco Bartolino