L’azione pastorale ha sempre tenuto presente l’Anno liturgico, spesso pero più come occasione di iniziative che trovavano appoggio nelle feste e nei tempi liturgici, che come valorizzazione delle sue possibilità formative.

Ora, perché l’Anno liturgico assuma la fisionomia di un itinerario di fede per tutta la comunità, e necessario che nella formulazione del programma pastorale della parrocchia convergano due istanze: che l’Anno liturgico aiuti ad una partecipazione sempre più piena alla Pasqua di Cristo, come un cammino graduale verso una conformazione autentica al Cristo morto e risorto; che ci sia unita tra il mistero di Cristo celebrato nel cammino annuale e i sacramenti che attuano una progressiva partecipazione a questo mistero.

In questo senso, il Rito dell’Iniziazione cristiana degli adulti e esemplare nello strutturare l’accesso alla vita cristiana sulla dorsale dell’Anno liturgico, il cui sviluppo richiede che sia fortemente scandito dai sacramenti dell’Iniziazione e dalle diverse tappe che li preparano, e che tutta la comunità vi sia coinvolta.

La mistagogia dell’Anno liturgico esige che le feste siano celebrate secondo il loro vero senso: non semplici occasioni per attuare iniziative pastorali, ma veri momenti favorevoli (cf. 2 Cor 6,1) per celebrare, vivere, essere coinvolti nella salvezza pasquale, offerta ogni volta dal Signore risorto.

                                                                                                                   don Franco Bartolino