Avviando questa riflessione sui sacramenti della Chiesa, sui segni della nuova alleanza, ritengo utile chiarire in primo luogo il significato dei termini qui maggiormente usati, come sacramento, sacramenti.

Sacramento (al singolare), etimologicamente significa: l'azione che si compie, mediante un mezzo strumento, per rendere sacro qualcosa o qualcuno; infatti sacramentum è composto dal verbo sacrare [l'azione per rendere sacro] e dalla parola mentum [il mezzo per ottenere un certo scopo].

Nella Bibbia il termine latino sacramentum traduce la parola greca mysterion che sta ad indicare il piano divino salvifico di Dio, il suo proposito di salvare l'uomo.  San Paolo, in Ef 3,3-12, definisce sé stesso come ministro del mistero del Cristo: far conoscere il mistero che era nascosto alle precedenti generazioni, ma che ora è stato rivelato per mezzo dello Spirito [cf 1 Cor 2,7-10]. Praticamente Cristo stesso, nato-morto-risorto, e la sua missione, sono il primo e grande «sacramentum» di salvezza: «Davvero grande è il mistero-sacramento della pietà. Egli si manifestò nella carne, fu giustificato nello Spirito, apparve agli angeli, fu predicato in mezzo alle genti, fu creduto nel mondo, fu assunto nella gloria» (1 Tm 3,16). Il dono della salvezza, nell'attuale economia voluta e sta da Dio, viene all'uomo per mezzo di Cristo e in Cristo (sacramento di Dio), attraverso la Chiesa (sacramento di Cristo), mediante i segni sacramenti (i sacramenti di Cristo e della Chiesa).

a) Segni della fede

Secondo Sacrosanctum Concilium al 59, i sacramenti esprimono la fede della Chiesa. La Chiesa crede nell'efficacia dei segni sacramentali che essa compie nel nome e con l'autorità di Cristo; ecco perché, per la validità di un sacramento, si richiede sempre di fare ciò che intende fare la Chiesa.

I sacramenti esprimono la fede del soggetto che li riceve: la presuppongono infatti senza la fede in Cristo e nella sua opera di salvezza non esiste neppure l'azione sacramentale salvifica (cf Mc 16, 15; At 8, 3).

b) Segni della grazia

Nei sacramenti Dio si dona totalmente all'uomo per elevarlo, trasformarlo, divinizzarlo, introdurlo nella comunione della sua natura divina. Questa grazia-dono è dunque «unica» [grazia santificante], anche se conferita in modo «suo» proprio da ciascun sacramento [grazia sacramentale].

In quanto «segni» i sacramenti hanno una profondità «tridimensionale»:

  • sono anamnesi-memoriale della Pasqua di Cristo;
  • sono epiclesi-attuazione perché colmano l'anima di grazia;
  • sono anticipazione-pegno della gloria futura C)Segni composti di cose e di parole

Come il Dio invisibile si fa visibile nella incarnazione di Cristo in quanto egli è il Verbum-Caro (Gv 1,14.18), così nei sacramenti si continua questo mistero dell'incarnazione salvifica. Già sant'Agostino diceva: «Togli la parola e cos'è l'acqua se non semplice acqua?  Accede la Parola all'elemento e diventa sacramento». Secondo   il linguaggio degli scolastici si parla anche di «materia» (la cosa) e «forma» (la parola).

 I sacramentali

«La santa Madre Chiesa ha inoltre istituito i sacramentali. Questi sono segni sacri per mezzo dei quali, ad imitazione dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l'effetto principale dei sacramenti, e vengono santificate le varie circostanze della vita» (SC 60). In altre parole: sono istituiti dalla Chiesa e non da Cristo; sono conferiti mediante una preghiera e dei gesti, ma non esigono una epiclesi; non richiedono necessariamente l'esercizio del ministero ordinato, ma possono essere svolti anche dai laici. I principali sacramentali sono: le benedizioni, gli esorcismi, le processioni, la via crucis, il rosario e tante altre forme di pietà. popolare (cf SC 13).

                                                                                                                 don Franco bartolino