Rendiamo grazie… dopo quasi 20 giorni in terra di Bunda, è la prima cosa che mi viene da dire, il primo sentimento che affiora e quindi la prima cosa che voglio condividere. Il rendimento di grazie a Dio che ci ha permesso di aprirci a questa nuova esperienza e alla comunità tutta che ci ha dato questa opportunità. È un tempo di grazia speciale questo per me, per noi.

Ieri mattina, dopo la celebrazione nella chiesa delle suore Carmelitane, Gesù Eucarestia è entrato nella nostra piccola cappella mentre cantavamo “ Ti adoriamo, Ostia Divina” ( con l’aiuto dei seminaristi) e poi “Figliuole ai piedi di Gesù”…E’ stato un momento bello e con noi eravate voi tutte nella dimensione misteriosa dello Spirito.  A metà mattinata siamo andate alla fiera per la spesa: varietà di colori…”tante bancarelle” sulla nuda terra, donne con bambini sulle spalle…al centro una discarica e tanti avvoltoi in volo…siamo riuscite a comprare i primi elementi  per la quotidianità…ovunque i segni di una siccità che flagella terra ed uomini.

Sono trascorsi già cinque giorni in terra africana e vogliamo condividere con voi la “saudade” (nostalgia), ma anche  gezimin  ( gioia) e  l’ impegno di questo nostro tempo. Il viaggio è stato lungo ( quasi 30 ore), a volte faticoso, ma anche vivace per incontri ( quale i quattro ragazzi di  Bologna  che  andavano al Cairo per una esperienza interculturale) e per difficoltà ( le valigie che a Napoli pesavano Kg 23, a Dar er Salaam sono diventate  Kg 26/27 e quindi….una piccola mora).

Nella nostra chiesa di S. Croce, nella celebrazione domenicale  di questa mattina, 9 luglio, è stato consegnato il mandato missionario a suor Patrizia Coppola, suor Jenniffer Alex’Sandra Santos de Castro, suor Arta Lleshaj. Accompagniamo il loro cammino in terra africana perchè possano annunciare portare a tutti la misericordia e la gioia del Vangelo!

Lultima visita organizzata dal vescovo per noi, è stata all’isola di Ukerewe, sul lago Vittoria. Siamo partite da Bunda giovedì scorso e dopo due ore e mezza di macchina, su una strada tipo montagne russe al luna park, siamo arrivate a Kissorya, da dove ci siamo imbarcati. L’imbarcazione era una chiatta, che oltre ai passeggeri ha imbarcato anche 4 macchine e 2 bus, che venivano fermati per sicurezza con delle pietre.