Sono trascorsi già cinque giorni in terra africana e vogliamo condividere con voi la “saudade” (nostalgia), ma anche  gezimin  ( gioia) e  l’ impegno di questo nostro tempo. Il viaggio è stato lungo ( quasi 30 ore), a volte faticoso, ma anche vivace per incontri ( quale i quattro ragazzi di  Bologna  che  andavano al Cairo per una esperienza interculturale) e per difficoltà ( le valigie che a Napoli pesavano Kg 23, a Dar er Salaam sono diventate  Kg 26/27 e quindi….una piccola mora).

Nella nostra chiesa di S. Croce, nella celebrazione domenicale  di questa mattina, 9 luglio, è stato consegnato il mandato missionario a suor Patrizia Coppola, suor Jenniffer Alex’Sandra Santos de Castro, suor Arta Lleshaj. Accompagniamo il loro cammino in terra africana perchè possano annunciare portare a tutti la misericordia e la gioia del Vangelo!

Lultima visita organizzata dal vescovo per noi, è stata all’isola di Ukerewe, sul lago Vittoria. Siamo partite da Bunda giovedì scorso e dopo due ore e mezza di macchina, su una strada tipo montagne russe al luna park, siamo arrivate a Kissorya, da dove ci siamo imbarcati. L’imbarcazione era una chiatta, che oltre ai passeggeri ha imbarcato anche 4 macchine e 2 bus, che venivano fermati per sicurezza con delle pietre.

La settimana scorsa, siamo andate a far visita ai bambini albini accuditi da Elena, una ex religiosa. Era mezza mattinata e abbiamo trovato alcuni piccoli che dormivano ( per terra), altri che giravano per il cortile e altri di otto/nove anni che facevano il bucato. Vivono in condizioni igieniche davvero assurde, ma ci hanno detto che rispetto ad altri, stanno molto meglio…

Ci ha colpito la voglia di questi bambini di comunicare e il desiderio di affetto e di coccole. Si sono messi subito a parlare con noi, che capivamo solo la parola “Sista” suora, e a differenza degli altri bambini, non ci guardavano in modo strano e curioso, per loro evidentemente eravamo normali…Ma siamo riuscite a comunicare nonostante la differenza di lingua, perché si sa, il linguaggio dell’amore è universale, e i sorrisi, le carezze e gli abbracci si capiscono sempre, ovunque. Dopo aver assistito alla distribuzione delle caramelle, che era un vero e proprio rito, li abbiamo salutati, ma è stato davvero difficile lascarli…

suor Arta Lleshaj