Pubblichiamo il racconto attraverso parole e immagini del triduo pasquale in Albania, dove ricordiamo la comunità pme è sostenuta da suor Giuseppina Causa, suor Maria Bernarda De Biase e suor Virginia Looz.

Via Crucis in montagna. Questo pomeriggio , dopo l'adorazione della Croce e l ascolto della liturgia del Venerdì Santo, nella Cattedrale di Rreshen, guidati dal nostro parroco, dom Agustin Bardhi, siamo partiti verso il monte della Croce per la via Crucis. Perché, come ha detto il nostro Santo Padre, Papa Francesco, venerdì santo 2013: " Dio ha parlato, Dio ha risposto.
E la sua risposta è la Croce di Cristo. Proprio per adorare quella Croce e per ricordare i dolori, la sofferenza di Gesù, abbiamo compiuto il "cammino" di oggi.
Il venerdì santo è un giorno di silenzio e di preghiera. Con questa consapevolezza e ringraziamento nel nostro cuore , abbiamo contemplato le 14 tappe della sofferenza, della crocifissione e della morte di Cristo inchinandoci al suo atto di donazione per noi: il più alto, il più grande di tutti i tempi. Per lo schema usato per la via Crucis sono state usate le testimonianze di vita dei santi martiri albanesi.
Parole toccanti...parole che scuotono dentro. Quanta fierezza di chi ha perdonato aguzzini ed è morto gridando: " Viva Cristo Re"!
In questo Venerdì santo bambini, donne , uomini, anziani hanno pregato con devozione ed amore e raccoglimento.
                                                                                                                                                                                 Esma Doda e suor Virginia Looz

“È stata la mano di Dio” è la frase cult di un film da poco uscito sul grande schermo. È stata la  mano di Dio, come a dire il suo volere, il suo segno. C'è stata anche per me una mano di Dio, è stata quella a farmi calare in un'esperienza non ordinaria, intensa, di cui oggi posso scrivere, come mi piace scrivere di qualsiasi traccia sia indelebile per me.

Ho conosciuto le Piccole Missionarie Eucaristiche due anni fa, in quel mese meraviglioso trascorso in Tanzania, esperienza appena precedente allo scoppio del vortice pandemico che ci ha travolti e che ci tiene tuttora imbrigliati. Piani saltati, progetti piccoli e grandi andati in fumo. A tratti mi è sembrato di non respirare. Rrȅshen è nata forse un po' in risposta a quest'apnea e certamente grazie a quell'incontro, diventato poi sincera amicizia, con Suor Arta e Suor Anna. Non sono mai riuscita ad utilizzare il termine “volontariato” per connotare queste mie partenze. O meglio, un lavoro volontario c'è, ma a parti inverse.

Si parte col desiderio, la curiosità, la voglia di calarsi e assorbire qualcosa di un mondo altro e certamente diverso, e ci si ritrova non solo a dare, ma soprattutto a ricevere “l'abbraccio”, la volontà dell'altro di prendersi cura di te in maniera semplice, autentica. In pochi giorni quante domande, quante informazioni, quante riflessioni si sono affollate! Nel mio lavoro porsi delle domande è un processo prezioso, di assoluta responsabilità verso l'altro e verso sé, in cui le risposte non garantiscono né onnipotenza, né impotenza. Ci si permette di provare a navigare nel marasma di emozioni della vita, cercando di dare significato e coerenza a ciò che accade. E' un pò questo, in proporzione, il processo che ho vissuto.

Questi dieci giorni diventano necessariamente parte della mia crescita, non so trovare altro nome alle lunghe chiacchierate con Suor Virginia, alla dolcezza di Suor Giuseppina, e alla risoluta amorevolezza di Suor Bernarda. Queste tre sorelle, queste tre donne condite di ironia, fede e realtà.

Vivono a Rrȅshen da anni, molti anni. Sono parte di quella comunità, ne sentono le gioie, e i drammi, come fossero propri. Si industriano, e la comunità risponde, con fiducia. Accompagnano i piccoli alla crescita in una scuola dell'infanzia, ed io che in Italia ci lavoro, ho sentito un moto di speranza, di vera bellezza, quando l'ho visitata. Un ambiente protetto, profumato di purezza, dell'odore che ogni bambino merita.

Le mie giornate sono volate via tra i fremiti natalizi, i doni portati alle famiglie più bisognose, il byrek preparato con Suor Bernarda (buono, buono, buono!), il raccoglimento e i racconti. Il raccoglimento, quello che ci ha letteralmente scaldate in pomeriggi gelidi, e che è stato comprensione, condivisione e solo dopo preghiera, per me. Pur non essendo una fervida religiosa mi sono sentita parte di qualcosa e sono stata accompagnata in questo, rispettata nei miei limiti, incoraggiata con grazia a partecipare fin dove mi fossi sentita di farlo. Soprattutto in questo sta il mio ringraziamento.

E i racconti…quanto ho cercato di assorbire in pochi giorni. Chi sono gli albanesi, come vivono, cosa mangiano, cosa sognano?

Poco si sa, se non sommariamente, di cosa fu il regime comunista per il popolo albanese; qualcosa probabilmente di non meno atroce e brutale del nazismo, meglio trasmesso dalla storia alle generazioni successive. Si poteva star bene, a condizione che tutto fosse uguale per tutti, di tutti, e fondamentalmente di nessuno. Un'amputazione dell'autonomia, del desiderio, della differenza, dell'ambizione, ingredienti fondamentali di quella che chiamiamo libertà. Una sorta di congelamento del sé. In parallelo il sistema in vigore riusciva però anche a creare la percezione di un senso di sicurezza.

Difficile stabilire per me il peso dei vincoli, ed interessantissimo è stato poter ascoltare la voce ed il racconto di qualche persona del posto. Mi chiedo, ad ogni modo, quanto questo popolo meriti di potersi esprimere, di poter essere riconosciuto e valorizzato nella sua cultura, nelle sue tradizioni, nella sua storia, nella sua fierezza. Ed in ogni sua sofferenza. La mia visita in Albania ha assunto il sapore di ancora inafferrabile, qualcosa da scoprire, con rispetto e delicatezza.

Il mio è un arriverderci, e dashur Mirdita!

                                                                                                   Francesca Del Prete

Il 21 novembre 2021 si è celebrata la Giornata dei giovani anche in Albania. I giovani di Rreshen e dei villaggi inorno si sono riuniti intorno al vescovo e guidati dalle suore nel salone sottostante la Cattedrale ed in Chiesa.

Il 26 novembre 2019 l ‘Albania è stata svegliata da una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.4.
Sinora qurantanove è il numero delle vittime e più di settecentocinquanta i feriti.
Il 28 novembre, data in cui l’ Albania commemora la sua indipendenza, non si è festeggiato, né proclamato giorno di lutto, ma è stato un giorno di solidarietà unico.
Nella nostra cattedrale di Rreshen è stata celebrata una Messa Solenne durante la quale Mons Gjergj Meta ci ha esortato alla speranza: “Se uniti e con la fede ricominceremo una vita normale dopo questo immane dolore”.
Genc Gjoci

Il gruppo delle suore capitolari, le suore che parteciperanno ai lavori IX Capitolo generale, è ora al completo. Giovedì 11 luglio 2019 sono arrivate in Italia le sette suore della delegazione Brasile-Perù e dall’Albania suor Virginia Looz.

Primo appuntamento per tutte le suore capitolari è la settimana di esercizi spirituali dal 23 al 29 luglio 2019, guidati da padre Emil Kumka.

Su di noi

Nel nostro nome "Piccole Missionarie Eucaristiche" è sintetizzato il dono di Dio alla Congregazione. Piccole perchè tutto l'insegnamento di Madre Ilia sarà sempre un invito di umiltà, alla minorità come condizione privilegiata per ascoltare Dio e gli uomini.
80124 Bagnoli, Napoli
[+39] 0815702809
suorepme@piccolemissionarie.org

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