L’evangelista Luca in questa Prima domenica di Avvento, offre l'ultimo insegnamento di Gesù prima del racconto della Passione. Gesù, nel tempio, si rivolge a tutto il popolo e dice: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia...». Gesù cita il profeta Gioele, per descrivere l'arrivo del giorno del Signore. Sembra la fine del mondo invece è l'inizio di un nuovo mondo. Dobbiamo contestualizzare il versetto.

La comunità ecclesiale di Luca era in difficoltà: l'impero romano attraversava una crisi profonda e sembrava si stesse dissolvendo. La situazione era molto simile a quella che stiamo vivendo oggi: un'epoca di profondi cambiamenti, di fine impero. Il linguaggio è quello in uso all'epoca di Gesù, fatto d'immagini da interpretare correttamente, non da prendere però alla lettera.  A leggerlo bene è un messaggio di speranza che non spaventa ma, anzi, rassicura: tutte le strutture di potere prima o poi crollano ma la fede cristiana è protetta dal suo Signore.

Gesù invita a fare attenzione e dice: «State attenti a voi stessi». Letteralmente si traduce “guardate voi stessi”. La vita è l'occasione che c'è data per “guardare” dentro noi stessi e scorgervi le tracce di Dio. Egli continua a passeggiare per le nostre strade, ma non come crediamo o pensiamo noi, perché Dio non è mai come lo aspettiamo, «perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie» (Is 56,8).

Ed infine Gesù esorta con queste parole: «Vegliate in ogni momento pregando». La grande tentazione è di addormentarsi, magari guardando al passato, dimenticando che il Signore c'incontra nel momento presente: vigilare è non perdersi un solo frammento di vita perché prezioso e irripetibile. Mi piace pensare che la storia sia colma di due attese: quella dell'uomo che attende il ritorno del Signore e quella di Dio che attende il ritorno dell'uomo. L'attesa dell'uomo però è scandita dal “kronos”, lo scorrere delle ore. Noi però possiamo trasformare questo tempo in “kairos”, colmandolo di noi stessi, della nostra consapevolezza di esistere, di amare, di operare, di sperare. Il Signore viene, ancora, per noi. Dio non si è ancora stancato dell'uomo e allora lasciamoci sorprendere dalla Sua fantasia.

                                                                                                            don Franco Bartolino

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