Siamo nell'Ultima Cena e dopo che Giuda se n'è andato per compiere il suo tradimento, Gesù fa un lungo discorso e prepara gli amici alla sua partenza. L'amico Gesù, con il quale condividevano le giornate, le gioie e gli entusiasmi, le incomprensioni del mondo, l'odio, l'amore e i miracoli, le fatiche e le preghiere, sta per andare via. Gli apostoli nutrivano l'illusione che Gesù avrebbe instaurato il regno dei cieli qui sulla terra, e invece no! La terra ha iniziato a crollare sotto i loro piedi. 

Ma poi succede l'incredibile: anche se fisicamente non lo toccavano più, adesso l'avevano dentro ed era un fuoco che li riscaldava ogni giorno; era una passione che riscaldava il loro cuore; insomma Gesù era più vivo di prima. Questa esperienza di avere il Signore vivo dentro di loro la chiamarono Spirito, Amore, Risorto. 

Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome". Il dolore degli apostoli è grande, ma Gesù ribadisce: "Tranquilli, amici miei, perché sentirete dopo la mia morte una presenza dentro di voi che vi sosterrà e che vi darà forza. Voi adesso soffrite ma la vostra sofferenza sarà trasformata in una gioia indicibile". Gesù chiede di accogliere lo Spirito e di amare. 

Lui vuole discepoli innamorati, liberi, maturi! Vuole essere amato e basta ed è su questo che si misura la statura umana e spirituale del discepolo. Amare a parole non solo conta poco ma risulta anche offensivo. L'amore è sempre una questione di fatti e non di apparenze. Quale criterio può accompagnarmi per misurare la temperatura del mio amore per Lui? 

 “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. L'amore diventa così una “casa”, e non una casa qualunque, ma una “casa abitata”. Quando ti senti amato ti senti a casa, la persona che ti ama diventa la tua vera casa. Lui conosce come nessun altro il nostro cuore, sa che abbiamo bisogno di Parole che ci nutrano, che illuminino i passi più bui della nostra vita e che facciano risuonare a lungo le ore più bella della nostra storia.

                                                                                                                                                         don Franco Bartolino

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