Prima di tuffarci nel Tempo di Avvento, la liturgia ci mette davanti agli occhi la novità scandalosa di un Dio che presenta la sua regalità dal trono della Croce. Al centro del Vangelo di oggi c'è appunto la Croce ed è la festa di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo; un titolo che forse può sembrare anacronistico eppure, se ci pensiamo, è il motivo per cui hanno ucciso Gesù. 

    Facciamo fatica a seguire un Dio che rivela la sua regalità nell'amore, nel servire e non nella pretesa d'essere servito. Facciamo fatica perché l'idea di un Dio onnipotente, che amministra in maniera autoritaria la sua giustizia, è una distorsione mentale che continuiamo a portarci dentro. 

    La bella notizia di questa festa liturgica è che Dio è onnipotente solo nell'amore! Un Dio che mi ama anche se lo rinnego, anche se lo tradisco, anche se lo rifiuto. Insomma il nostro Re non pretende nulla ma semplicemente mi ama di un amore folle perché lui è il Re dei perdenti, dei malati, degli ultimi, dei sofferenti. Il nostro Re è differente dagli altri re perché sa che l'amore o va fino all'estremo o non è amore!  

    «Dunque, tu sei re?» chiede Pilato a Gesù. Si caro Pilato, Lui è Re ma di un altro mondo. È uno strano Re Gesù che ha varcato solo una volta la soglia di una reggia ma per essere condannato a morte infatti il suo primo trono fu una mangiatoia, l'ultimo una croce. Da quella non ha voluto scendere, eppure avrebbe potuto.   

    Durante questo Anno liturgico in compagnia di Luca, ci siamo davvero convinti che questo è il nostro re? Abbiamo davvero messo in discussione le immagini non evangeliche della nostra fede per accogliere il vero volto di Dio rivelato da Gesù? Abbiamo davvero scelto di essere discepoli di un Dio così? 

                                                                                                                                                  don Franco Bartolino

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