Una mattinata insolita, ma vivace,  quella di domenica 16 novembre 2025. La città di Atripalda ha visto la piazza Umberto I riempirsi velocemente di bambini, ragazzi, giovani e famiglie per riflettere insieme sul tema della santità. Le associazioni e i movimenti delle due parrocchie, coordinate dalle suore Piccole Missionarie Eucaristiche e con la collaborazione dei due parroci, hanno regalato alla città una dinamica testimonianza di fede.  L’evento, dal titolo “Santi da red carpet”, aveva l’intento di sottolineare la bellezza della santità cristiana in tutte le sue forme ed espressioni, richiamando lo sguardo e l’attenzione sulla forza della vita quando è vissuta autenticamente: è dall’ascolto del Vangelo che nasce la santità, dal seme ricevuto nel battesimo, lentamente custodito e coltivato.

Partendo da questa consapevolezza ogni associazione, in maniera creativa e giocosa, ha presentato la figura di un “proprio” santo coinvolgendo bambini e ragazzi. I giochi proposti richiamavano le virtù dei santi, qualche episodio della loro vita, particolari caratteristiche che certamente i ragazzi più facilmente potranno conservare nella loro memoria. Si è passati, così, da san Francesco Saverio alla beata Armida Barelli, da san Francesco d’Assisi a San Carlo Borromeo, senza dimenticare san Giorgio, sant’ Agostino, santa Rita, sant’Annibale Maria di Francia, santa Margherita Maria Alacoque, la venerabile Ilia Corsaro. Diversi altri santi sono stati rappresentati dai piccoli della scuola dell’infanzia i quali, prontamente, si sono lasciati coinvolgere e numerosi insieme alle loro famiglie hanno partecipato all’evento.

La staffetta della santità si è conclusa con la sfilata finale che ha visto i nostri santi sul tappeto rosso che attraversava la piazza. Tra applausi, ammirazione e occhi lucidi di genitori e nonni ci si è preparati alla celebrazione eucaristica, momento culminante della giornata vissuta. 

Tre le parole consegnate da don Ranieri e don Luca all’assemblea: perseveranza, resilienza e fermezza nella fede. Queste le indicazioni per raggiungere insieme come comunità cristiana il cielo, questa la via tracciata dall’esempio luminoso dei santi, questo l’impegno per vivere concretamente la fede accolta e professata, fondata, in modo particolare per gli atripaldesi, sul sangue dei santi martiri Ippolisto e compagni. 

Il primo segno di santità – ricordava sr Maria Apparecida al termine della celebrazione – è la comunione che immediatamente richiama all’immagine della Trinità. È stato proprio questo il clima che si respirava: l’evento è frutto di un percorso di collaborazione e condivisione dei movimenti e delle associazioni, della capacità di mettere in campo il proprio carisma specifico per il bene di tutti, del desiderio di mostrare un volto di Chiesa ricco di colori e sfumature, capace di parlare al cuore dell’uomo di oggi che, seppure apparentemente distratto, sempre sa cogliere i segni di autenticità e di bellezza.

                                                                                                                                                                                     Sr Giuliana, pme

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