Questa quarta domenica della Pasqua ci presenta alcune azioni molto interessanti per la nostra riflessione: “entrare” per la porta;  “ascoltare-conoscere” la voce; “chiamare” una per una, per nome; “camminare” innanzi; “seguire” indietro. Sono tutti accenti vocazionali, che rivelano una certa familiarità, un’intimità tra Colui che chiama, il Buon Pastore, e colei che è chiamata, la pecora-persona, io e te.

“Chi entra per la porta, è il pastore delle pecore” (10,2). Infatti, entrare per la porta è possibile soltanto a chi è familiare, oppure al padrone che uscendo per un pò lascia il guardiano a custordire la Sua casa. Anche qui, una rivelazione di amicizia e familiarità in cui si rispecchia profonda fiducia e profonda responsabilità tra il padrone di casa e il guardiano.

“Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori” (10,6). Bello pensare a questo rapporto di mutua conoscenza. L’amore vero si basa e cresce nella conoscenza, per cui quanto più si conscosce, più si ama e questo movimento di amore crea un circolo infinito di dato e ricevuto che permette non solo la crescita dell’amore tra amante e amato, ma anche la crescita di tutta la persona e questo se evidenzia per l’aspetto della libertà. Solo chi  è libero può entrare e uscire, conoscere quello che sta fuori, trovare fuori il ‘verde pascolo’ per poi rientrare nella quiete del ‘recinto’.

È l’immagine della Chiesa, piccolo gregge del Buon Pastore: Gesù. È l’immagine dei guardiani: il papa, i vescovi, i sacerdoti, responsabili per cusodire il gregge e prepararlo ogni giorno, rendendolo capace di ascoltare la voce di Gesù che ama e salva. È l’immagine del cristiano maturo, che sa di appartenere ad un unico gregge, dove è bello stare insieme mantenendo ognuno la propria individualità. Non isolati, bensì in comunione di amore e di conoscenza, di attenzione ed obbedienza all’unica voce che sostiene ogni chiamata, garantendo la libertà di risposta.

              “E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro e le pecore lo seguono, perchè conoscono la sua voce” (10,4). Siamo in tempi difficili, occasione adatta per coloro che si vestono di pastori, ma che non possono entrare per la porta e entrano da altre parti per ‘rubare’... per garantire i propri interessi, non il bene delle pecore. Dobbiamo essere familiari a Gesù per non lasciarci ingannare... E anche se questo tempo ha messo alla prova la nostra fede -attraverso le porte chiuse delle nostre chiese-  d’altra parte ci ha svegliato dal nostro quieto vivere, magari abituati a cercare le cose “sante” per abitudini, e  ci ha aperto le orecchie del nostro cuore per accogliere le diverse vie attraverso le quale il Signore ha continuato a guardarci, a chiamarci per nome, a sostenerci, a mantenerci “più familiare” con Lui e con i nostri.

“Io sono venuto per che abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (10,10). Noi sappiamo che Gesù è ‘la Vita”. Noi sappiamo che il Signore non riserva nulla per sè, al contrario, il Suo Amore non conosce misure, dona sempre, con misura sempre crescente, fino all’abbondanza. Siamo noi che resistiamo a seguirlo, perché sappiamo che se è vero che siamo pecore, è pure vero che siamo gregge, e un cristiano vero non sarà mai in pace se sa che l’altro fratello è lontano dal gregge, perduto, senza i verdi pascoli e l’acqua che zampilla di eternità. Un cristiano vero sa che è importante trovarsi insieme nel recinto per “ascoltare insieme” il Buon Pastore, per dopo uscire fuori, ognuno alla propria responsabilità.

Ecco in  questa Domenica, in un momento storico per tutto il mondo così speciale, la Parola del Vangelo bussa alla nostra porta, richiama la nostra conoscenza e coscienza, fa appello alla nostra libertà per scegliere ancora una volta Chi di fatto vogliamo seguire. Fra qualche tempo si riapriranno le porte delle nostre chiese…Perchè possiamo andare veramente alla ricerca del Buon Pastore, che non offre un cibo qualsiasi. Gesù ci offre Se stesso come vero cibo, come vera bevanda, come abbiamo potuto ascoltare e seguire nella liturgia in quest’ultima settimana al capitolo sesto di Giovanni. Egli è il pane di vita e vita in abbondanza; solo Gesù si dà ugualmente a tutti nella misura di ognuno senza mancare a nessuno. Solo Gesù ci conosce fino in fondo e, per questo, solo Lui è garante della nostra libertà… Solo Lui è la Porta che ci conduce alla Vita e Vita in abbondanza.

                                                                                                                                                                    suor Aparecida Da Silva

 

 

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