In questi tempo abbiamo proprio bisogno di sentircelo ripetere: “Non temete”. Forse è una delle affermazioni più ripetute in tutta la Scrittura, qualcuno dice addirittura per 365 volte. Non ne sono sicuro, ma è molto suggestivo pensare che ogni giorno il Signore ce lo ripeta.

Lui ci conosce, sa quali sono le nostre paure. Lui conosce le ombre che si allungano come tentacoli sul nostro cuore. Ma il Maestro ci sussurra nuovamente: “Non temete”. Lui ci ama, siamo suoi. Nonostante le nostre debolezze e le nostre cadute. Ci avverte però: state attenti, vi mando come pecore in mezzo ai lupi (Mt 10,16). E i lupi più feroci sono quelli che si travestono da pecore, che belano per attirare la nostra attenzione e poi ci divorano senza pietà. Per questo dobbiamo essere prudenti come serpenti, senza perdere la semplicità delle colombe (Mt 10,16). Il Signore ci vuole saldi nella fede (Col 2,7) e stretti alla Parola di vita (Fil 2,16) per annunciare dai tetti quello che abbiamo ascoltato all'orecchio. È bellissima questa immagine dei tetti! La sua Parola non può stare chiusa ad ammuffire nelle sacrestie, dobbiamo uscire dai nostri profumati nascondigli e metterci in gioco. Si parla tanto di evangelizzazione, e va bene. Ma forse abbiamo dimenticato che il Vangelo è vivo e vuole stare in dialogo con gente viva, che lotta, ama, soffre, spera, piange, progetta, sogna. Il Vangelo non è una bella idea o una filosofia di vita. Il Vangelo è un corpo, è il corpo vivo di Gesù che ci mette in comunione con il Padre e ci manda verso i fratelli perché si scoprano figli amati. Coraggio, non abbiate paura. Lui è con noi. Sempre.

                                                                                                                                     don Franco Bartolino

 

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