Questa domenica ci presenta Gesù circondato da una folla che ha fame della Sua Parola, più che del pane quotidiano...  Infatti la folla ascolta Gesù, che viene incontro alla loro necessità, fino alla sera. La preoccupazione per il pane materiale nasce dai discepoli, che hanno la soluzione più ovvia: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”, lasciando ad ognuno la propria responsabilità.

Gesù, invece non pensa così. Invita anche i suoi discepoli ad andare ben oltre: “Date loro voi stessi da mangiare”…Che stupore! Che sfida pazzesca, ma che sfida attraente quando guardiamo Lui, che prima ancora di comandare, ci dà l’esempio!

La vita di Gesù è stata cibo costante, donazione senza sosta di se stesso, consegna totale fino alla fine! Ma la cosa più bella è che il Signore è cibo di comunione. Insegna che è necessario mettersi insieme, donarsi senza paura, donare ciò che siamo e il poco che abbiamo; mettersi interamente in gioco con gli altri e per gli altri, senza fretta. Cibarsi è sempre un atto solenne, una cerimonia sacra. Al di là di ridurre il cibarsi a un culto rituale, Gesù lo trasforma in preghiera di grazia. Diventa il suo stile di vita: “E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla” (Mt 14,19).

Della solennità e dell’eleganza dei gesti di Gesù erano partecipi tutti: tutti quelli che lo ascoltavano e lo toccavano, ansiosi di essere benedetti da Lui, ansiosi di scambiare con Lui uno sguardo di profondità che ridava vita e risuscitava speranza. Tutti sedettero sull’erba per ascoltare il Buon Pastore che realizza la profezia di Isaia: “Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e coi vivrete. Io stabilirò per voi un’alleanza eterna” (Is 55,2-3).

Ecco l’alleanza eterna: l’Eucaristia!  Chi mai ci separerà dall’amore di Cristo (Rom 8,35), se Egli si spezza in pane di vita per noi? Chi mai ci separerà dall’amore di Cristo, se da allora la Chiesa non smette di moltiplicare quei gesti solenni, offrendo, nella sua povertà, quello stile di vita di Gesù che è salvezza per tutti?

Proviamo ad immaginare lo stupore dei discepoli nel distribuire il pane alla folla… “Cinque pani e due pesci”, così poco! Eppure tanto da non mancare a nessuno, da saziarsi con abbondanza, al punto di raccogliere dodici ceste piene di pezzi avanzati (cf. Mt 14,20). Ecco la missione della Chiesa: essere in mezzo alla gente, capire la sua fame, prepararla per l’ascolto del cibo che sazia prima il cuore. Solo chi ascolta con il cuore è capace di aprire l’anima e disporre di ciò che ha, mettersi a disposizione di tutti senza paura di rimanere povero.

Questo è il miracolo che il mondo non conosce e di cui la Chiesa è garante, in tutti i luoghi dove si riunisce nel nome del Signore, ovunque si ringrazi per quello che c’è, ovunque si benedicano i doni e la vita offerta.  La Chiesa continua a trasmettere il segreto del moltiplicarsi: lasciarsi spezzare, fiduciosi solo dalla parola di Gesù: “date loro voi stessi da mangiare” (Mt 14,16).

                                                                                                      suor Maria Aparecida Da Silva

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