Il Vangelo di questa domenica, presenta una parabola sul tema della giustizia di Dio, sottintendendo che dovrebbe essere il modello anche per noi. Ne è illuminante premessa la prima lettura di Isaia, in cui parlando a nome del Signore il profeta dichiara: "I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie".


            È la parabola degli operai chiamati a lavorare nella vigna. Con i primi, ingaggiati all'alba, il padrone concorda la paga di un denaro per il lavoro della giornata; ne chiama poi altri nelle ore successive, sino alle cinque del pomeriggio, impegnandosi a dare loro il giusto compenso. Finita la giornata, dà ordine al fattore di dare a tutti la paga, cominciando dagli ultimi. Tutti ricevono un denaro, e i primi si lamentano: "Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo!"

            Il padrone allora spiega a uno di loro: "Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Se voglio dare altrettanto agli altri, non posso disporre del mio come voglio? Sei forse invidioso perché io sono buono?”
Nel padrone della parabola è facile riconoscere Dio, e negli operai ognuno di noi, chiamati a "lavorare" per lui, a vivere in sintonia con lui.

            A quanti, allora come oggi che trovano ingiusto tale comportamento, con la parabola Gesù vuole far comprendere che quella della giustizia non è la regola più alta della vita. Il padrone della vigna non viola la giustizia: dà ai primi quanto pattuito; ma la supera, con l’amore.


don Franco Bartolino

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