Fondata sulla Roccia

1 LETTURA: Is 6,1-2a.3-8

Sal 137
2° LETTURA: 1Cor 15,1-11
VANGELO: Lc 5,1-11

“Non temere, d’ora in poi sarai pescatore di uomini”
L’annuncio della Parola e le continue manifestazioni di Gesù, risuonano ancora oggi, in questa quinta domenica del Tempo Ordinario.
Domenica scorsa, alla rivelazione di Gesù: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi” (Lc 4,21) ai giudei osservanti della sinagoga, seguì un tumulto d folla che voleva eliminarlo poiché non rispondeva ai loro canoni circa la figura e l’operato del Messia.
Gesù non folle fare miracoli, poiché la loro fede non era ancora salda, viva, “fondata sulla Roccia”, ma sul senso del miracolistico, che lascia il tempo che trova. Al rifiuto dei capi, segue oggi l’accoglienza della folla, di quei poveri (Lc 4,18) veri destinatari del lieto annuncio. La folla è tanta, si stringe intorno al vero Maestro che, ancora una volta, affascina e scalda i cuori con la Sua Parola di Salvezza.
Dio però, non agisce mai da solo … vuol servirsi della nostra disponibilità, affinché il Suo messaggio arrivi fino agli estremi confini del mondo (At 1,8); ecco perché, volgendo lo sguardo, vedendo dei pescatori, con le loro barche e reti, gli chiede aiuto, facendosi mettere a disposizione una barca da cui poter parlare.
La Parola continua a conquistare, a trasformare, a elevare la folla. Anche Pietro e i suoi compagni ne restano affascinati. Gesù lo sa, incontra il loro sguardo e propone lo di gettare le reti. Egli, che scruta i cuori, conosce già in anticipo, la delusione che abita nell’animo di Pietro e dei suoi compagni; hanno pescato tutta la notte (Lc 5,5)… ma a vuoto! Nemmeno un pesciolino… Gesù chiede loro una cosa davvero impossibile!
Solitamente, e Pietro lo sa, si pesca di notte, quando il mare è quieto e i pesci sono “liberi”di nuotare senza il frastuono degli uomini. Non è successo nulla la notte, pescheranno ora? Eppure la Parola del Maestro ha smosso il loro cuore, li ha colmati, ristorati, ridato fiducia e, proprio per questo, con un profondo affidamento, calano le reti che si “ gonfieranno” di pesci (Lc 5,6)!
Stupore, meraviglia, riconoscimento del proprio nulla: “Allontanati da me che sono un peccatore” (Lc 5,8).
Tu sei Dio, pensa Pietro, ed io? Uno che non sa “centrare l’obiettivo”, un peccatore e per questo stringendosi alle sue ginocchia, gli implorerà di allontanarsi da Lui… gli dice di scostarsi, ma lo stringe per non farlo andare via! Non può più fare a meno di Lui, ma non per la pesca “miracolosa”, bensì per quella Parola che, in poco tempo, ha fatto di lui e degli altri una persona nuova.
Gesù cerca collaboratori per la diffusione della Parola e così costituisce Pietro “cacciatore di uomini” (Lc 5,10), come indica il senso letterale del termine; Pietro e gli altri dovranno liberare l’umanità dal mare del male proprio come Gesù ha fatto con loro e donare agli altri la Parola che salva.
Alla vista di tutto ciò, per Pietro e gli altri che erano con lui nulla ha più valore, più importanza di quest’Uomo che parla con parole nuove, vere, dense di significato; così lasciano “tutto” e, senza temere (Lc 5,10) perché sanno di stare con Lui, iniziano una nuova avventura che li condurrà ad imitare ogni giorno, sempre di più, la vita del Maestro e, sul Suo esempio, anch’essi doneranno la vita senza riserva.
Da questo nascerà la Chiesa, ossia ognuno di noi chiamati a vivere il dono della vocazione, una chiamata destinata a tutti, perché universale. Tutti dobbiamo incamminarci sulla via della santità e ognuno secondo i doni e i carismi ricevuti dal Padre, datore di ogni bene, deve adoperarsi a “pescare- cacciare”, trovare quanti più uomini e donne possibili per liberarli dal male che spesso li attanaglia.
La Parola di Gesù: ”Non temere” (Lc 5,10), ci accompagni sempre e ci doni la forza di lasciare il nostro “tutto” (modi di vedere, pensare, agire stereotipati) per metterci con gioia alla Sua sequela. Amen

sr Simona Farace, P.M.E.

Preghiera:
Gesù, Maestro buono,
che appari all’orizzonte della nostra vita
per farvi sorgere l’aurora
dopo una lunga e oscura notte di vana fatica,
rendici umili e fiduciosi fino a sapere, ogni mattino,
gettare di nuovo le reti contando sulla Tua Parola.
Tu che conosci le stanchezze e le paure del nostro cuore,
le tentazioni a disperare della nostra impotenza
e a trascinare avanti un’esistenza delusa.
Liberaci da tutto quello che non è ricerca sincera di Te,
da tutto quello che ci tiene legati
ai nostri schemi mentali e alle nostre abitudini.

 

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