A quaranta giorni dalla Pasqua celebriamo l'Ascensione del Signore Gesù in attesa della Pentecoste. Fino al V secolo si celebrava tutto in un'unica festa: Resurrezione, Ascensione e Pentecoste; perché queste tre feste fanno parte dell'unico evento: la Risurrezione.

Oggi celebriamo due partenze: Gesù va verso il Padre e gli apostoli sono invitati ad andare verso il mondo per annunciare la bella notizia di un Padre che ci ama alla follia. È la prima Chiesa in uscita. “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura" (Mc 16,15). Tutta la creazione ha bisogno di buone notizie e di questi tempi di quante “buone notizie” ne abbiamo veramente bisogno.

Oggi anche noi riceviamo questa consegna: cosa dobbiamo fare? Solo e semplicemente annunciare questa bella notizia e niente altro. Gesù chiede di continuare il ministero della Parola che aveva formato la sua principale attività.

A noi, per quanto sgangherati, il Signore affida il Vangelo, come tesoro custodito in fragili vasi di creta. Quando annunciamo il Vangelo, diciamo parole infinitamente grandi perché hanno sapore d'eternità. E Gesù assicura che ce la faremo a trasmettere la Parola anche se le difficoltà ci sembreranno insormontabili, ma l'ultimo versetto è la fonte della nostra certezza: “il Signore operava insieme con loro”. Noi non siamo mai soli con le nostre forze, con noi ci sarà sempre la forza di Dio.

Possiamo essere certi che la nostra fede è autentica se da speranza, se conforta la vita e fa fiorire sorrisi intorno a noi. E il prodigio sta in una parola: il Signore opera insieme a noi. Il Signore opera con te quando offri un bicchiere d'acqua, quando accudisci un ammalato, quando aiuti un povero, quando offri una parola di conforto.

L'Ascensione prepara l'arrivo di un’altra Persona: lo Spirito Santo. In fondo l'Amore funziona così: chi ama è disposto a fare un passo indietro affinché l'altro diventi protagonista, emerga con la sua diversità e la sua specificità. L'Ascensione è il passo indietro di Gesù, un passo indietro necessario affinché lo Spirito Santo possa davvero sconvolgere le nostre vite.

 

                                                                                        don Franco Bartolino

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