Spiegare la Trinità è qualcosa di impossibile, come quando vogliamo spiegare il motivo per cui una persona ama qualcun altro. Possiamo spiegare all'infinito che cos'è l'amore, ma lo comprendiamo realmente solo quando facciamo quell'esperienza. Lo stesso vale per Dio: possiamo sprecare fiumi di parole, per spiegare che cosa sia la Trinità, ma Dio si comprende soltanto quando lo si sperimenta dentro la propria vita.

Solo dopo aver ricevuto il dono dello Spirito, possiamo immergerci nel mistero del Dio raccontato da Gesù di Nazareth. Solo Lui poteva dirci in modo profondo e definitivo chi è Dio. Solo Lui poteva raccontarci la novità sorprendente che Dio è Trinità. Un solo Dio in tre persone, Padre, Figlio e Spirito. Il loro amore è talmente profondo che li rende uno!

Oggi è festa di un Dio che è relazione. Dio non è come l'immaginavamo, un'entità solitaria ma una realtà viva, relazionale. Dio non è un’infinita solitudine ma è un'infinita compagnia, Egli è famiglia.

Sulla Trinità il Vangelo non offre formule ma il racconto dell'ultima missione affidata da Gesù agli apostoli: battezzate ogni creatura nel nome della Trinità. Battezzare significa letteralmente immergere ed oggi ci viene chiesto di immergere nell'amore le persone che incontriamo. Le nostre relazioni, gli abbracci, le parole, il perdono... tutto questo significa battezzare!

Potremmo essere veramente diversi se ci lasciassimo stupire dal mistero della Trinità. Andiamo quindi alle fondamenta della fede, alla scoperta di quel Dio amore che continua a creare a Sua immagine e scopriremo che esistiamo solo per amare. Come disse don Tonino Bello, siamo chiamati a vivere sulla terra ciò che le tre persone divine vivono nel cielo: la convivialità delle differenze.

                                                                                                                    don Franco Bartolino

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