Dopo il duplice elogio alla donna e al capo della sinagoga, Gesù si reca a Nazareth, il villaggio dove è stato allevato. È sabato e nella sinagoga inizia ad insegnare. Gli abitanti di Nazareth sono tutti d'accordo: questo Gesù fa delle cose fuori dal comune, le sue parole lasciano a bocca aperta, nessuno mai aveva operato cose del genere. Ci aspetteremmo una folla osannante e invece no! Non può essere lui il Messia! Il figlio di Giuseppe il falegname? Il Messia avrebbe scelto una famiglia così normale? Il Messia deve essere diverso, grandioso, onnipotente.

Gesù non si tira indietro e avanza deciso e spiega che è difficile essere profeti a casa propria. Il profeta è straniero a casa sua perché le sue parole vengono da un altro mondo. Purtroppo, con il tempo, prenderà coscienza che i suoi nemici sono proprio lì, "tra i suoi parenti, in casa sua e si meravigliava della loro incredulità" (Lc 6,4-6).

Gesù non rispondeva ai criteri religiosi del profeta. Anche noi, come gli abitanti di Nazareth, dissipiamo il carico di profezia che lo Spirito accende dentro e fuori la Chiesa: dopo duemila anni, sembra che ancora preferiamo i miracoli alla Sua Parola.

Come i religiosi di Nazareth, siamo talmente sicuri del nostro impianto religioso che non riusciamo a riconoscere i profeti che ancora oggi raccontano il volto di Dio. È il messaggio, la profezia ciò che deve attirare la mia attenzione, non il messaggero. Attenti a non perdere il senso della Profezia, a non lasciarci scuotere dai tanti profeti anonimi che Dio manda sulla nostra strada. Sono convinto che anche oggi nella nostra Chiesa, traboccano profeti e quello che manca oggi sono gli ascoltatori.

Gesù annunciava un Dio diverso e i "fedelissimi" della tradizione non gliela perdonarono. Annunciava un Dio amico anche delle donne, un Dio della vita, un Dio della misericordia, un Dio che rompeva con la tradizione se la tradizione era nemica dell'uomo. Ma tutto questo non lo ha fermato. "Gesù percorreva i villaggi d'intorno, insegnando". Un finale a sorpresa. Non si arrende, non scappa, perché si può ostacolare la profezia, ma non ucciderla. Non si è accettati? Pazienza si va oltre: meglio cambiare. Per una Nazareth che si chiude, altri villaggi si aprono perché la patria del profeta è il mondo.

                                                                                                                    don Franco Bartolino

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